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Francesca Basso, inviata a Dublino

Lo studio del Fmi presentato all’Ecofin di Dublino dove i ministri delle Finanze dei Ventisette hanno discusso su come rendere le economie europee più preparate. Italia al ventunesimo posto, Francia al decimo, Germania quinta

L’intelligenza artificiale rischia di ampliare le differenze già esistenti tra economie europee oltre che di aumentare la dipendenza da tecnologie e fornitori extra Ue. I Paesi che hanno infrastrutture digitali, capitale, competenze, energia e imprese tecnologiche partiranno avvantaggiati, quelli che ne hanno meno rischiano di accumulare ulteriore ritardo. È il messaggio che emerge dallo studio «L’impatto dell’IA e la preparazione dell’economia alle sfide del futuro» del Fondo monetario internazionale, punto di partenza della discussione dei ministri delle Finanze degli Stati membri all’Ecofin informale ospitato da Dublino dalla presidenza di turno irlandese dell’Ue. Le riunioni informali non prendono decisioni ma approfondiscono temi rilevanti. Il confronto tra i ministri è stato su come rendere le economie europee più preparate alla rivoluzione dell’IA.

Lo studio

Il Fmi sottolinea che i benefici dell’intelligenza artificiale saranno distribuiti in modo diseguale tra Paesi e che anche all’interno dell’Europa. La preparazione tra i Paesi è disomogenea.  In testa ci sono Danimarca, Olanda ed Estonia. La Germania è in quinta posizione, la Francia in decima, l’Italia in ventunesima. Lo studio ha valutato la situazione delle infrastrutture digitali, dell’innovazione e dell’integrazione, del capitale umano e delle politiche e della regolamentazione.



















































Benefici non automatici

La tesi di fondo dello studio è che l’IA può aumentare produttività e crescita, ma i benefici non saranno automatici né distribuiti allo stesso modo tra Paesi e lavoratori. Per coglierli, l’Europa deve intervenire su competenze, mercato del lavoro, settore pubblico, energia, infrastrutture e autonomia tecnologica. «Sebbene il potenziale dell’intelligenza artificiale appaia notevole — si legge nello studio — le implicazioni complessive in termini di produttività, domanda di manodopera, disuguaglianza e finanze pubbliche rimangono altamente incerte». Il Fmi sottolinea che «sostenere la preparazione e mantenere l’agilità sono essenziali per massimizzare i benefici derivanti dall’IA, limitandone al contempo i costi sociali».
È essenziale garantire che i benefici derivanti dalla crescita della produttività guidata dall’IA siano ampiamente condivisi in tutta la società. Per il Fmi «la transizione verso l’IA accentua l’urgenza delle priorità esistenti, in particolare il completamento del mercato unico e il rafforzamento delle riforme strutturali volte a migliorare la produttività».

Produttività

Secondo le stime richiamate dal Fmi, l’AI potrebbe produrre per l’Europa un aumento cumulato della produttività di circa l’1% nell’arco di cinque anni, anche se l’incertezza è elevata. I risultati dipenderanno soprattutto dalla velocità di adozione, dalle infrastrutture digitali, dalle competenze disponibili, dall’energia e dalle condizioni istituzionali. Il documento sottolinea quindi che i Paesi partono da condizioni molto diverse: cambiano la preparazione digitale, gli ecosistemi dell’innovazione, la disponibilità di lavoratori qualificati, la struttura industriale e l’accesso a semiconduttori e data center.

Lavoro

Il lavoro è il grande nodo sociale perché l’IA cambierà la domanda di lavoro: aumenterà quella di competenze avanzate e potrebbe ridurre quella per attività standard. Non è però ancora possibile stabilire quale sarà l’effetto netto sull’occupazione. Un dato interessante: nelle economie europee avanzate circa il 60% dei lavoratori è occupato in professioni esposte all’IA, contro il 45% nell’Europa emergente e il 40% a livello mondiale. Ma l’esposizione non equivale necessariamente a sostituzione: circa metà dei lavori maggiormente esposti è costituita da professioni nelle quali l’AI può essere complementare al lavoratore, aumentando la produttività. Il documento suggerisce quindi più formazione, riqualificazione, apprendimento permanente, politiche attive del lavoro e sistemi di sostegno al reddito capaci di accompagnare le transizioni.

Settore pubblico

L’IA potrebbe essere utilizzata per: migliorare l’amministrazione fiscale, individuare frodi e anomalie, aumentare la compliance tributaria, analizzare meglio gli appalti, rendere più efficiente la spesa pubblica, velocizzare le procedure amministrative. Il Fmi avverte però che l’IA non deve sostituire il giudizio umano e che servono infrastrutture digitali, capacità amministrativa, protezione dei dati, riservatezza e supervisione umana.
C’è inoltre un tema fiscale: se l’AI sostituisce lavoro con capitale, potrebbe spostare una quota maggiore del reddito verso il capitale e modificare le basi imponibili. Il documento invita quindi a esaminare le differenze di tassazione tra lavoro e capitale.

Energia

L’energia rischia di diventare il collo di bottiglia. I data center europei consumano già circa il 3% dell’elettricità europea e la domanda crescerà con l’espansione dell’IA. I data center sono molto concentrati geograficamente: soprattutto Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino. Questo crea pressioni sulle reti locali e sui prezzi. La soluzione indicata è una maggiore integrazione delle reti elettriche europee, più interconnessioni transfrontaliere e un coordinamento europeo sulla localizzazione dei data center.

Geopolitica

L’Europa rischia di essere dipendente da tecnologie e fornitori esterni. I principali creatori di AI si trovano oggi soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Una eventuale interruzione dell’accesso ai modelli stranieri potrebbe aumentare fortemente i costi europei e frenare le capacità tecnologiche.
Il Fmi suggerisce di rafforzare l’ecosistema europeo — data center, energia, semiconduttori e capitale di rischio — ma avverte anche che gli interventi pubblici devono essere mirati e non soffocare l’innovazione privata.

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19 settembre 2026 ( modifica il 19 settembre 2026 | 12:55)