A Ghemme, nel novarese, Loro Piana ha inaugurato un centro d’eccellenza interamente dedicato alla maglieria sagomata, segnando l’operazione industriale più imponente realizzata finora dalla maison del gruppo Lvmh. L’impianto si sviluppa su una superficie complessiva di 8mila metri quadrati ed è stato progettato per risolvere una frammentazione storica dei processi, portando e centralizzando in un solo edificio tutte le fasi di fabbricazione: dalla prima modellistica al disegno dei filati, fino al confezionamento e alla stiratura finale.
L’apertura del nuovo stabilimento arriva al termine di un cantiere durato tre anni e si inserisce in una precisa geografia produttiva. La struttura non nasce infatti in modo isolato, ma va a integrarsi con i poli storici che la maison possiede già nel quadrante piemontese tra la Valsesia e il novarese – in particolare la filatura di Roccapietra e lo stabilimento di Quarona – con l’obiettivo di fare sistema su un bacino territoriale che conserva competenze manifatturiere uniche nel settore tessile.
Il taglio del nastro (Adolfo Urso/Facebook)Un polo industriale che punta anche sulla formazione
L’organizzazione degli spazi interni di Ghemme risponde a una doppia esigenza: da un lato la catena di montaggio e lavorazione ad alta precisione, dall’altro la conservazione del patrimonio artigianale. Accanto ai reparti strettamente produttivi, l’infrastruttura ospita un’area didattica ed espositiva aperta a visitatori ed esperti, all’interno della quale viene illustrato il percorso delle fibre rare e la storia dei metodi di lavorazione della casa di moda.
Insieme al museo aziendale, il complesso include la sede dell’accademia dei mestieri, un progetto didattico interno avviato per garantire il ricambio generazionale all’interno della manifattura. L’obiettivo del percorso è trasmettere ai nuovi addetti ben cinquantanove diverse mansioni specialistiche, considerate il cuore della produzione di alta gamma e a rischio di estinzione senza una formazione strutturata.
Adolfo Urso/FacebookL’asse tra Italia e Francia e il rilancio della filiera
Durante l’inaugurazione, i vertici dell’azienda hanno sottolineato come la scelta del novarese affondi le radici nella storia stessa della casa di moda. “Questo progetto rappresenta un investimento fondamentale per tutelare il nostro savoir-faire e valorizzare l’artigianalità italiana” ha dichiarato l’amministratore delegato Frédéric Arnault, evidenziando come l’impianto rappresenti una svolta strategica: “La struttura di Ghemme non è semplicemente una nuova fabbrica, ma una tappa strategica per la maison: un luogo che ridefinisce l’eccellenza manifatturiera”.
Un passaggio ripreso e ampliato sul piano politico dal ministro Adolfo Urso, che ha inserito l’insediamento nell’ambito dei rapporti commerciali e industriali tra Italia e Francia nel comparto della moda. “Questo centro consacra e sigilla al meglio l’alleanza produttiva, commerciale e politica tra Italia e Francia nel sistema della moda – ha spiegato il ministro – aggiungendo un nuovo importante tassello ad una storia di successo, orgoglio del Made in Italy”. Urso ha inoltre definito l’impianto come “un investimento che conferma il ruolo dell’Italia come fabbrica del lusso mondiale” e ha ricordato le recenti tutele comunitarie contro la concorrenza sleale, come “il dazio doganale fisso di 3 euro, entrato in vigore nell’Unione europea dal 1° luglio sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue per contrastare l’ultra fast fashion”.
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Le prospettive per il territorio novarese
Per la provincia di Novara e per l’intera regione, l’arrivo del maxi polo industriale viene letto come una conferma dell’attrattività economica dell’area. A margine dell’evento, il presidente della regione Alberto Cirio ha confermato il dialogo aperto con il gruppo Lvmh per future collaborazioni: “Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con Frédéric Arnault sul futuro degli investimenti in Piemonte – ha riferito Cirio – e mi è stata confermata la volontà di continuare a investire nella nostra regione”.
Un’analisi condivisa dal senatore novarese Gaetano Nastri, che ha sottolineato il valore della scelta di Loro Piana per la comunità locale. “La scelta di Ghemme parla da sola – ha commentato Nastri – quando un grande gruppo internazionale decide di investire qui significa che riconosce nel nostro territorio qualità, affidabilità e prospettive di crescita”. Un segnale concreto che, secondo le istituzioni locali, si tradurrà in continuità occupazionale e nuove opportunità per tutto il distretto manifatturiero.