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Una croce in vetro e le tele di Caravaggio. Capolavori di riflessi
AArte e design

Una croce in vetro e le tele di Caravaggio. Capolavori di riflessi

  • 21 Settembre 2026

di
Francesca Pini

Alla chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, per la prima volta l’arte contemporanea entra nella Cappella Contarelli, con lo scultore Jean-Michel Othoniel che, con la sua opera, instaura un dialogo con i celebri dipinti della Vocazione di San Matteo. Oggi l’inaugurazione

L’arte contemporanea nel riflesso dei tre dipinti di Caravaggio, e viceversa. Un omaggio, anche, in previsione della visita di papa Leone in Francia (tra quattro giorni) e che proviene da Roma da San Luigi dei Francesi, una delle cinque chiese che appartengono ai Pieux Établissements de la France nella capitale. Sull’altare, spoglio, della Cappella Contarelli con le tre magnifiche tele della Vocazione di San Matteo (1599/1600, prima commissione pubblica di Caravaggio, sulla volta invece gli affreschi del Cavalier d’Arpino che fu suo maestro e poi rivale) ora c’è la Croce realizzata dall’artista francese Jean-Michel Othoniel, per volere di Fra Renaud Escande, amministratore dei Pieux. 

Un’impresa che ha richiesto all’artista la necessità di ricostruire nel suo studio di Parigi una replica dell’originaria Cappella, in scala reale. «L’intento è di restituire un po’ di sacralità e una nozione pastorale a questo spazio diventato quasi troppo un museo, visitato anche da 4mila persone ogni giorno», dice l’artista. La cui Croce non è monumentale ma di certo è un’opera insolita, inclinata a destra (nel suo orientamento punta all’ultima tela, quella del martirio del santo), composta da sfere in vetro di Murano di un rosso intenso, richiamando la Passione di Cristo. E tutto si gioca poi sulla rifrazione ottica, specie nel basamento come un Golgotha: un blocco lucido di ossidiana nera (vetro vulcanico, il più antico del mondo, che viene dalle grandi profondità della terra), tutto sfaccettato in modo che il volto di San Matteo nei tre dipinti potesse riflettervisi come in un caleidoscopio. «Ciò ha richiesto studi specifici, è di un nero specchiante, un colore parte della vita di quest’ artista, e anche così presente in questa Cappella, è ovunque. Circola da un dipinto all’altro. Volevo riportare il nero al centro perché evoca, precisamente, l’abisso, il dubbio, l’infinito. Come in una sintesi», dice Othoniel. 



















































Una croce in vetro e le tele di Caravaggio. Capolavori di riflessi

Una croce in vetro e le tele di Caravaggio. Capolavori di riflessi

«Ciò che mi interessava era entrare in dialogo con i dipinti di Caravaggio, e che tutta la loro energia fosse legata a quest’idea di squilibrio, a partire da quell’istante, nella prima tela, in cui tutto cambia. E’ la chiamata alla vocazione, quando l’ebreo Matteo, un esattore delle tasse, lascia il tavolo, per alzarsi in piedi. C’è dunque un mutamento nella posizione del santo, a seguito di questa chiamata di Cristo. Nel dipinto centrale (forse questo è il punto in cui è più evidente) lui è in piedi su una gamba sola e poggia un ginocchio sullo sgabello, ed è inclinato come se stesse uscendo dalla tela. Quest’idea della trasformazione è cruciale, fino al martirio, ed è il caos: il santo cade all’indietro e si trova lui stesso in una posizione di squilibrio. Questa Cappella è veramente un esempio di quello spirito barocco dove tutto è movimento. E così rendo un tributo anche a questo periodo della storia dell’arte. E qui sono anche sepolti degli artisti francesi morti a Roma nei secoli passati», conclude Othoniel che, di fronte a questa sua opera, dichiara di sentirsi interrogato verso sé stesso. L’inaugurazione è oggi, festa di San Matteo, alle ore 19, con una Messa presieduta dal vescovo Flaviano Rami Al-Kabalan (omelia di don Stefano Cascio), alla presenza di Giovanni Zannola delegato del sindaco Gualtieri, degli ambasciatori francesi in Italia e della Santa Sede, altre personalità e mecenati. Dopo la celebrazione, a seguire un concerto, dell’ensemble Festina Lente diretto da Michele Gasbarro con la prima mondiale delle Sacrae Cantiones del compositore contemporaneo Philippe Hersant. Per maggiori informazioni: pieuxetablissements.it; www.othoniel.fr

21 settembre 2026 ( modifica il 21 settembre 2026 | 08:50)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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