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Patrizia Mirigliani non si arrende. Il concorso di bellezza (arrivato alla sua 80esima edizione) è pronto a incoronare a Castello di Santa Severa tra sedici finaliste la sua Miss Italia.
La prima Miss di colore
Un concorso in mano a Patrizia dal 2 giugno 2012, trasmesso stasera su RaiPlay e San Marino Rtv, che combatte ancora una volta pregiudizi e femministe. La patron però attraverso le pagine di Libero risponde colpo su colpo: «Siamo stati un talent quando nessuno sapeva cosa fosse un talent, abbiamo parlato di inclusione quando questa parola non esisteva. Con Denny Mendez, la prima Miss Italia di colore, trent’anni fa (ospiti della finale insieme a Annalisa Minetti) siamo finiti anche sul Times. Mio padre annullò il voto della giuria e fece scegliere il popolo italiano. Fu un momento apertura ma le femministe non hanno capito lo stesso…»
APPROFONDIMENTI
Patrizia non capisce il perché bisogna attaccare di continuo la bellezza. «Io sono stupita da chi continua ad attaccare la bellezza come se fosse qualcosa di negativo o inutile.
Miss Italia non è soltanto estetica. È un insieme di cose e, soprattutto, contiene dentro di sé la storia delle donne. Il vero problema è che in altri ambiti le donne sono presenti, ma spesso non vengono raccontate nella loro essenza, nella loro verità, nella loro personalità. Miss Italia è un programma che racconta davvero il mondo femminile».
E la dimostrazione c’è stata. Non in una ma in tante altre occasioni. Per esempio «quando abbiamo incontrato Annalisa Minetti, quando è arrivata Chiara Bordi con una protesi e poi è diventata anche attrice, non abbiamo mandato soltanto il messaggio sulla loro bellezza. Abbiamo raccontato donne con la loro forza e il loro percorso».
E c’è anche oggi, a distanza di 30 anni da Denny Mendez che fu un simbolo di apertura con Miss Emilia, Marta Bunda, colpita da odio e insulti «Denny Mendez non aveva ricevuto quello che vediamo oggi. Oggi c’è una tendenza a insultare per principio. Non sempre c’è un pubblico che analizza e giudica con intelligenza: spesso si insulta per insultare. È un fenomeno che mi preoccupa».
Gli attacchi
Ma gli attacchi ci sono sempre. E sono continui. Attacchi anche personali. «Per me fu una grande offesa che Miss Italia non meritava. Se guardiamo alle donne dello spettacolo, della politica, del giornalismo che sono passate da qui, abbiamo una dimostrazione concreta di quanto il concorso sia stato capace di aprire strade».
Dal suo arrivo al comando c’è stato anche un certo ostracismo televisivo. «Su Raiuno – racconta ancora Patrizia Mirigliani a Libero – era il programma più visto nell’anno insieme a Sanremo. Raccontava serenità, le famiglie si riunivano, si parlava di giovani ragazze sconosciute. Non c’era voyeurismo ma un’idea di bellezza amata dalle famiglie, che è una cosa molto diversa».
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