La Virtus, eliminata da Milano in Supercoppa, ha bisogno di tempo per trovare la propria identità, ha davanti 80 partite

Nella foto Virtus : Rasheed Bello uno dei tanti volti nuovi della Virtus durante  la semifinale di Supercoppa

La Virtus da oggi di nuovo in Palestra

Quattro allenamenti importanti nella settimana della Virtus perchè, giovedì, la truppa bianconera dovrà salire sull’aereo direzione Istanbul per il debutto in Eurolega 2026-27. Calendario terribile quello che attende le Vunere nelle prime giornate : prima una delle semifinaliste, il Fenerbhace  in trasferta, e il debutto tra le mura amiche con i campioni d’Eurolega dell’Olympiacos. Per prevedere una partenza in salita e difficile non serve chat gpt e anche un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. La Virtus del primo anno di Banchi e quella di Dusko Ivanovic disputarono un girone d’andata al di sopra del proprio valore per poi dilapidare, nel ritorno, quasi tutto il bottino. Banchi si salvò riuscendo, in extremis, ad arpionare i play in mentre Dusko concluse mestamente con un esonero.

Coach Mumbrù alle prese con un lavoro complicato

Il coach Catalano non si nasconde dietro a un dito, la Virtus ha bisogno di tempo perchè deve trovare la propria identità. Troppi debuttanti tutti insieme e il veterano Hackett, capitano di lungo corso, non basta a cementare il gruppo in quindici giorni. La Virtus del 1° tempo con l’Olimpia è troppo brutta per essere vera, una somma di elementi hanno concorso a quello che Mumbrù ha definito “un primo tempo terribile”. Inoltre bisogna fare una premessa doverosa, l’Olimpia di quest’anno senza le sue stelle, è però una squadra solida, con alcune individualità di spicco come Bolmaro e Wright, l’argentino ha aggiunto all’attitudine difensiva un clamoroso miglioramento delle qualità offensive, le sirene nba gli hanno messo il turbo nei garretti e oggi è il giocatore più decisivo del roster biancorosso. Il centro invece ha confermato le qualità viste a Kaunas, la fortuna di Milano è stata quella di aver potuto inserirsi tra i tentennamenti del Barca.

Celebrati gli avversari è indispensabile analizzare un pò la Virtus. Mumbrù avrebbe avuto bisogno di aggrapparsi alle poche certezze del suo roster ma Alston jr. è incappato in una delle peggiori serate da quando è qui, Momo Diouf è ancora l’ombra di sè stesso. In pratica l’unico dei “vecchi” che ha giocato secondo le sue possibilità è stato Alliou Diarra che, però, continua nel grave difetto di commettere falli ingenui che lo fanno uscire anzitempo dalla partita.

Gli altri, specie gli Usa, non sono giudicabili : Moore ha pagato lo scotto del primo arbitraggio “italiano” si è innervosito ma qualcuno gli dovrà spiegare che applaudire gli arbitri uscendo col terzo fallo può costargli caro. Esclusi Klintman e Carr, Bello è sembrato spaesato alle prese con la difesa dell’Olimpia, mentre Edwards, migliore della Virtus, ha mostrato di essere un giocatore solido e intelligente di cui Mumbrù non può fare a meno. Il secondo tempo di Frazier fa ben sperare (ma tutta la squadra nella seconda frazione è stata positiva), Casarin ha mostrato la faccia giusta mentre Baldasso non è mai riuscito a entrare nel match e ha concluso con 2 tiri da 3 in 10′, lo stesso discorso vale anche per Ferrari completamente avulso dai giochi.

La difesa sul pick and roll problema maggiore

Contro l’Olimpia, ma anche contro la Maxima, la difesa sul pick and roll centrale è completamente mancata e la Virtus ha subito sia Wright che Bilan. Mumbrù dovrà sistemare subito questo aspetto difensivo che è vitale nel basket d’oggi ma questo è soltanto uno dei mille capitoli che il coach dovrà affrontare. Prevedere che la Virtus possa disputare una prima parte di stagione con difficoltà è il minimo, potrebbe però, se troverà la quadratura, rendersi pericolosa strada facendo.