Le due sorelline di San Cataldo (la più piccola ha otto anni) che passano la notte nascoste in un negozio perché stanno imitando una challenge vista su YouTube sono un bagno di realtà. Uno se la può pure prendere con i genitori, la scuola e gli imbonitori del web, ma la verità è che siamo alle prese con un bombardamento a tappeto al quale è diventato difficile sottrarsi. Ai nativi digitali puoi togliere il telefono, ma non puoi impedire (non sempre) di accedere a qualche altro schermo di casa per accucciarsi ai piedi dei nuovi idoli, che non sono gli sportivi ma gli youtuber, ragazzi appena più grandi di loro che si cimentano in sfide ad alto tasso di adrenalina e (questo è il punto) alla portata di chiunque. Il video di un tizio che mangia cibo per criceti ha il doppio delle visualizzazioni degli highlights di Roma-Inter. Ce n’è per tutti i gusti, da quello che guida bendato a quelli che si nascondono in un negozio, aspettando la chiusura per trascorrervi la notte: proprio la sfida che le due sorelline hanno voluto scimmiottare.

Da piccoli, molti di noi si sono sottoposti a prove di iniziazione che, osservate con sguardo adulto, sembrano stupide. Quanti suonavano i citofoni degli estranei e poi se la davano a gambe? Però erano bravate che restavano circoscritte, non essendoci uno strumento per riprenderle e diffonderle. Ora quello strumento c’è, e non se ne esce vietandolo, ma depotenziandolo con il ripristino di spazi pubblici dove incontrarsi. Il miglior sponsor dei social è la solitudine.



















































24 settembre 2026