Il Premio Mario Verdone spegne diciassette candeline e rinnova la sua attenzione verso il cinema italiano emergente. Il riconoscimento, dedicato a un autore italiano di opera prima distintosi nella stagione cinematografica appena trascorsa, sarà assegnato durante il weekend conclusivo del Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dal 7 al 14 novembre.
A decretare il vincitore saranno, come ogni anno, Carlo, Luca e Silvia Verdone. Nel corso della presentazione della nuova edizione, Carlo Verdone ha ricordato il valore del premio a sostegno dei nuovi talenti. «Molti giovani che hanno ottenuto questo riconoscimento hanno poi intrapreso percorsi importanti: penso ai fratelli D’Innocenzo, ad Alice Filippi e a Susanna Nicchiarelli».
E per l’occasione commenta la scelta de L’estranea di Paolo Strippoli a rappresentare l’Italia alla corsa agli Oscar 2027. «Il fatto di portare un autore di 33 anni a concorrere per il nostro Paese è un incoraggiamento per i giovani. Sono contento».
Poi il regista e attore esprime la sua preoccupazione per il box office italiano. «Il cinema soffre molto in sala, è inutile nasconderlo. Basta guardare gli incassi: è un momento disastroso». Tornare al cinema con un nuovo film, oggi, comporta un rischio per chiunque: «Spaventa gli esordienti, i giovani e i veterani», afferma Verdone, «le certezze che avevamo negli anni Ottanta e Novanta non ci sono più. Non c’è nulla di certo, anche se fai recitare gli attori più bravi». Per l’autore romano il nodo principale della crisi è la scrittura: «Bisogna puntare sulla forza delle sceneggiature e delle idee. Bisogna trovare soggetti originali, capaci di spiazzare e di guardare la realtà in maniera singolare».
