Il bozzetto a fine ottobre, i lavori inizieranno dopo la fine della stagione. Intanto il primo cittadino del capoluogo lombardo Beppe Sala si fa sentire: “I club devono rispettare le scadenze”


Filippo Conticello

Giornalista

29 settembre – 10:14 – MILANO

In cento anni di onorato servizio il caro vecchio San Siro ha conosciuto l’arte dell’attesa: ha saputo aspettare gol, trionfi, coppe e poi concerti, spettacoli d’arte varia, oltre il 90’ perfino un’Olimpiade. Cosa sarà, allora, quest’ultimo mese, o al massimo 40 giorni, prima che venga svelato il bozzetto dell’impianto che sarà: l’evento ad hoc tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, intanto negli studi di Foster+Partners e Manica continuano a perfezionare il disegno e a lavorare alla presentazione patinata. Si tratta dello stesso studio di eccellenza che ha realizzato il nuovo Wembley di Londra in Inghilterra: stadio mitologico e naturale fonte di ispirazione, ma dagli spifferi gli architetti avrebbero mantenuto dettagli del vecchio Meazza. Finora Inter e Milan, proprietari dell’impianto dallo scorso novembre, hanno comunicato la capienza futura, 71.500 posti di cui oltre 13mila “premium”, ma non hanno ancora mostrato alla città l’aspetto dello stadio. Sarà un momento dall’altissimo valore simbolico, agli occhi di tifosi e cittadini servirà a dare sostanza a ciò che ancora pare solo un’idea. In fondo, il sindaco Beppe Sala li ha sollecitati proprio ieri, a margine di un evento dell’Ance: “Mi auguro che i club facciano vedere molto a breve il nuovo rendering dello stadio e che garantiscano il fatto che l’impianto sarà pronto per gli Europei del 2032”. Il collega romano Roberto Gualtieri, in tutt’altro contesto, ha potuto fornire tempistiche più precise che ancora a Milano non ci sono.

la scadenza—  

Il “nostro” Euro guida, comunque, il calendario. La scadenza degli Europei, organizzati dall’Italia in partnership con la Turchia, impone un cronoprogramma rigidissimo e, visti i tempi stretti, ogni minimo rallentamento porterebbe alla beffa storica di una manifestazione di questo livello senza Milano sulla mappa. Il piano prevede di completare il nuovo impianto nel 2031, giusto un anno prima del torneo, come da rigidi paletti Uefa. Per arrivarci, comune e regione hanno concordato di chiudere le procedure necessarie entro l’estate del 2027 così da far partire le ruspe nel secondo semestre, dopo la fine della stagione calcistica. La macchina è, dunque, in moto già da un po’, da quando la società Stadio San Siro Spa ha presentato il Piano Attuativo il 16 marzo e il comune ne ha avviato l’istruttoria più la valutazione ambientale strategica. Seguiranno l’esame del progetto di fattibilità tecnico-economica, la valutazione d’impatto ambientale di competenza regionale e la Conferenza dei servizi. Tutti gli interventi sono ovviamente collegati: lo spostamento del tunnel Patroclo alla costruzione del nuovo stadio e, solo in seguito, la demolizione (parziale) del Meazza.

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velocità—  

Qualcosa, intanto, è già cambiato attorno allo stadio e nerazzurri e rossoneri se ne sono accorti una volta tornati a casa dopo l’estate: hanno capito che sarà meglio usare la metro perché, più passa il tempo, più diminuiranno i parcheggi intorno. A giugno è stata abbattuta la biglietteria Sud, residuo per nostalgici di Italia ’90: è un intervento preliminare nell’area, propedeutico al cantiere vero e proprio. Nel frattempo, il Meazza continuerà a ospitare Inter e Milan mentre sorgerà il suo successore accanto: secondo i calcoli del club il nuovo San Siro varrà la vertigine di 2 miliardi e 149 milioni. Resta il passaggio obbligato davanti al Tar per la grandinata di ricorsi dei comitati – nelle prossime settimane è attesa la sentenza – ma Milan e Inter, RedBird e Oaktree, non hanno intenzione di abbassare la velocità di crociera.