Oggi o domani la convocazione della Giunta per decidere se la violazione è grave o no. Scontro di pareri legali tra Coni e Figc
Per una sera ha sicuramente lasciato da parte i cattivi pensieri e si è goduto la grande Italia vista contro la Turchia. Giovanni Malagò, in tribuna a Bursa accanto al presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, ama profondamente questo sport e la notte di ieri lo ha di certo riconciliato con il mondo. Al calcio tiene davvero, ha fatto parte della sua vita per un’eternità, per questo il famoso caso tesseramento che rischia di portare al commissariamento della Figc gli fa rabbia. Questi saranno giorni importanti per le sorti del presidente e della Federazione tutta. Nella notte Malagò è tornato dalla Turchia e questa mattina alle 11 sarà regolarmente al suo posto in Giunta Coni, così come la capodelegazione azzurra Diana Bianchedi. Attenzione, non si tratta della Giunta che si esprimerà sul destino della Figc, sul tavolo oggi c’è quello della Federazione Pesistica dopo le dimissioni del presidente Miglietta e di sette consiglieri. Ma inevitabilmente, durante ma soprattutto a margine della riunione, si discuterà anche della questione del mancato tesseramento.
La gravità—
È più che possibile però che oggi stesso (o al massimo domani) venga convocata la Giunta che tanto interessa il mondo del calcio e che dovrebbe quindi svolgersi tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre, dopo la sosta della Nazionale. La Giunta è l’organo esecutivo del Coni che, vale la pena ricordarlo, non dovrà decidere se ammettendo la candidatura di Malagò il 14 maggio scorso senza tessera federale ci sia stata una violazione, quello che le viene chiesto è di valutarne l’entità. Da Statuto Coni (art. 7 comma 5) il Consiglio Nazionale su proposta della Giunta può disporre il commissariamento di una federazione in caso di “violazioni gravi dell’ordinamento sportivo” da parte degli organi direttivi. L’assenza, mai nascosta dallo stesso Malagò, di quella tessera, a fronte di un sistema di candidabilità che per garantire l’appartenenza prevede l’accredito formale di una delle componenti (vincolo proprio solo della Figc), è davvero “grave”?
Giuristi—
Per fare chiarezza Buonfiglio ha chiesto a un gruppo di quattro “giuristi di chiara fama” di dare una loro interpretazione della vicenda. Si tratta di Franco Scoca (91 anni, romano, professore emerito di Diritto Amministrativo alla Sapienza), Massimo Coccia (arbitro del Tas di Losanna, durante Calciopoli vicecommissario straordinario Figc con delega alle riforme normative e alle questioni giuridiche), Luigi Medugno (storico legale della Federcalcio) e Alberto Angeletti (esperto di diritto amministrativo, del lavoro e dello sport che ha spesso difeso il Coni). Da quanto trapela, ma non stupisce, sarebbero pronti a confermare che il tesseramento è requisito necessario per candidabilità ed eleggibilità. La Figc, che ha già inviato al Coni la documentazione relativa alle tre candidature al 13 maggio (Malagò, Abete e Miele, dal cui ricorso nasce la vicenda), sta raccogliendo pareri assai autorevoli che rafforzano la tesi opposta. Ma ci sono anche altri fattori che un organo politico come la Giunta deve valutare. Come la tutela dell’autonomia dello sport con il rischio dichiarato (da Ceferin) di perdere l’Europeo 2032. Le pressioni restano tante, quanto peseranno?
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