di
Maria Strada
Il City è accusato di aver mascherato come sponsorizzazioni finanziamenti occulti per oltre un miliardo di euro versati dalla sua stessa proprietà. Ora rischia multe, penalizzazioni in classifica, la retrocessione o addirittura l’esclusione dal campionato. Cosa succede ai titoli vinti?
Martedì 29 settembre la Premier League ha confermato quello che da circa due anni appariva come un open secret, un segreto di Pulcinella, e che solo due settimane fa era stato annunciato da The Athletic e The Times come indiscrezione: il Manchester City, tra il 2009 e il 2018, ha occultato le fonti degli introiti attraverso falsi contratti di sponsorizzazione. Insomma, per dirlo come l’ad della Premier, Richard Masters, «la sistematica violazione delle regole della Premier League per quasi un decennio».
«Contratti fittizi» con gli sponsor: come funzionava lo schema City
La Lega ha spiegato che i Citizens hanno stipulato contratti «fittizi» con partner commerciali, come parte di uno schema per mascherare un finanziamento occulto di oltre 900 milioni di sterline (oltre il miliardo di euro) da parte della proprietà di Abu Dhabi. In pratica, veniva dichiarata una cifra di sponsorizzazione — da parte di diverse aziende, molte con sede o legami con Abu Dhabi — ma lo sponsor ne versava una quota inferiore. A coprire la differenza era l’Abu Dhabi United Group (Adug), cioè il fondo di investimento che possiede il City stesso. In pratica, il proprietario del club versava segretamente il denaro mancante, facendolo però apparire nei bilanci come se fosse entrato regolarmente dallo sponsor esterno. Il meccanismo si ripeteva su più fronti: oltre agli sponsor, la commissione ha individuato anche accordi fittizi per abbassare artificialmente i costi operativi dichiarati, e attraverso l’agenzia che curava i diritti di immagine dei calciatori, uno schema analogo sempre finanziato da Adug.
Perché viola il Fair Play Finanziario?
Sia la Uefa sia la Premier League — e in genere tutti gli organi preposti al controllo delle squadre di calcio — impongono che una società non possa spendere più di quanto guadagna attraverso ricavi commerciali «genuini»: se fossero state dichiarate correttamente le iniezioni di denaro da parte della proprietà, non sarebbero più stati ricavi e sarebbero scattati limiti di spesa. Mentre essendo «sponsorizzazioni», il City ha potuto contabilizzarle come ricavi rimanendo quindi, dentro i tetti di spesa consentiti.
Le cifre incriminate: 119 milioni contro 830
La Commissione indipendente della Premier League nel suo rapporto di 40 pagine ha anche pubblicato le cifre delle sole sponsorizzazioni gonfiate. Gli sponsor di Abu Dhabi avrebbero versato al City solo 119,25 milioni di sterline in quel periodo, mentre i restanti 830,69 milioni di sterline sono stati pagati da Adug. Una cifra quasi 7 volte superiore a quella reale.
La tabella dei pagamenti
2009/10 — £4,5 milioni sponsor — £22,5 mln pagati da Adug
2010/11 — £12,75 mln sponsor — £28,5 mln pagati da Adug
2011/12 — £16 mln sponsor — £70,75 mln pagati da Adug
2012/13 — £16 mln sponsor — £105,75 mln pagati da Adug
2013/14 — £16 mln sponsor — £111,5 mln pagati da Adug
2014/15 — £16 mln sponsor — £107,2 mln pagati da Adug
2015/16 — £16 mln sponsor — £120,17 mln pagati da Adug
2016/17 — £11 mln sponsor — £129,59 mln pagati da Adug
2017/18 — £11 mln sponsor — £134,73 mln pagati da Adug
Le possibili sanzioni e i precedenti
Secondo la Regola W64 della Premier League, esiste un ventaglio di sanzioni possibili, che vanno da una multa a una penalizzazione in classifica, fino all’esclusione dal campionato. Non è invece chiaro se possano essere revocati i titoli di Premier League vinti, anche se esiste una clausola che specifica che la commissione può «adottare qualsiasi altro provvedimento ritenga opportuno» che lascia in teoria, aperta anche questa possibilità. Rimane aperta anche la questione del blocco del mercato in entrata per un numero indefinito di stagioni, anche se va evidenziato come, in caso di retrocessioni, la super rosa verrebbe smantellata, a cominciare da Enzo Fernandez o Erling Haaland.
Per fare un confronto, nel 2023 l’Everton ricevette una penalizzazione record di 10 punti — poi ridotta a 6 — per aver superato i limiti di spesa in un singolo periodo finanziario (i tre anni fino alla fine della stagione 2021-22). Ma gli Scousers, almeno, avevano collaborato con la Premier League, a differenza del City. Qualche mese dopo un -4 era toccato Nottingham Forest dell’armatore greco Evangelos Marinakis per aver sforato di 34,5 milioni di sterline la quota del 2019/20. Cifre che non possono sicuramente competere con quanto viene rilevato per la squadra di Manchester.
Il caso dell’Uefa, che si era mossa prima della Premier League
Il campionato inglese non è il solo a essere affetto: nel 2020 l’Uefa aveva già accusato il City di aver gonfiato i ricavi da sponsorizzazioni almeno per il periodo 2012-2016, decretando una squalifica di due anni dalle proprie competizioni. Quella sanzione fu però annullata dal Tribunale Arbitrale dello Sport (Cas) di Losanna, che stabilì che alcune delle accuse dell’Uefa non fossero state provate e altre fossero «prescritte». Il Cas impose invece al City una multa di 10 milioni di euro per mancata collaborazione.
I risarcimenti alle rivali e il precedente
Secondo Sky Sports Uk, diverse squadre stanno preparando richieste di risarcimento danni, contando su un precedente di quest’anno: sulla base del fatto di essere stati danneggiati dalle violazioni delle regole da parte del City.
Un precedente è stato stabilito proprio quest’anno, quando all’Everton è stato ordinato di pagare 35 milioni di sterline al Burnley, che dopo la penalizzazione degli Scousers aveva sostenuto con successo davanti a una commissione disciplinare che avrebbe evitato la retrocessione del 2021/22 se l’Everton avesse ricevuto il -6 in quel campionato.
30 settembre 2026 ( modifica il 30 settembre 2026 | 08:58)
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