Il momento in cui, con il turbante sulla testa, Agnese chiede ad Andrea di rifiutare i farmaci che, altrimenti, l’avrebbero sedata fino alla morte per vivere fino in fondo i suoi ultimi istanti con lui e ricordarsene è, forse, una delle più intense ed emotivamente provanti degli ultimi anni anche se, ormai lo sappiamo, con Doc non ci si annoia mai. E così, dopo un anno di aspettativa, eccolo di ritorno in un ospedale completamente diverso da come lo ha lasciato: con Giulia (Matilde Gioli) come nuovo primario (e questo lo sapevamo) ma anche con la metà dei posti letto cancellati per non parlare degli specializzandi e degli infermieri. Tutte figure tagliate per ottimizzare il più possibile i costi e trasformare il Policlinico Ambrosiano in una sorta di catena di montaggio. Andrea, naturalmente, non ci sta e fa di tutto per riportare i pazienti al centro, anche se un giallo si allarga dietro l’angolo: qualcuno vaga, nel cuore della notte, nel reparto somministrando una dose di morfina a tutti i pazienti terminali in modo da farli subito fuori. A essere dietro questo piano sembra esserci il nuovo direttore sanitario Stefano Campigli (Gabriele Falsetta), anche se lui si dichiara innocente lasciando intendere che sia qualcun altro a macchiarsi di questo crimine travestito da missione – forse lo stesso che ha inviato un messaggio ad Andrea in modo che sapesse. Ma chi?

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