Davide ha giocato tutte e tre le partite sin qui disputate dalla Nazionale, Nicolò è rimasto a Coverciano per la trasferta turca ed è entrato in corsa a Parigi. Ricoprono lo stesso ruolo ed è complicato pensarli in campo contemporaneamente, ma il ct è stato il primo a preferire il laziale
3 ottobre – 14:49 – PARIGI
Da qualche anno le loro carriere si sono intrecciate. Nell’Inter e nella Nazionale. Se fino alla scorsa estate Davide Frattesi è spesso finito all’ombra di Nicolò Barella o in panchina (anche) a causa di Barella, questo inizio di stagione sta riscrivendo la storia della “strana” coppia di centrocampisti azzurri ed ex nerazzurri. Perché Frattesi è passato alla Lazio proprio per giocare di più e ha iniziato brillare di luce intensa: gol (contro Bologna, Genoa e Udinese) e prestazioni importanti ne hanno fatto un titolare inamovibile per Gattuso. E pure Mancini, che non considera facile utilizzarli insieme (come del resto era successo a Simone Inzaghi, Chivu, Spalletti e Gattuso), adesso valuta quando schierare l’uno e quando l’altro. Perché, inutile nasconderlo, entrambi sono due mezzali destre e, se la teoria che i giocatori bravi possono coesistere è valida anche in questo caso, è altrettanto vero che nessuno dei due rende al top se usato in un altro ruolo del centrocampo. E in questo momento lasciare fuori Frattesi è complicato.
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A Bursa, lunedì scorso, il Mancio ha fatto una scelta netta: ha lasciato a riposare a Coverciano Barella (che in campionato è stato in campo per tutti i 450 minuti interisti e ha pure segnato con l’Udinese) e ha schierato nell’undici titolare Frattesi, che ha risposto segnando la rete del 2-0 e offrendo una prova maiuscola. Ieri a Parigi entrambi erano disponibili e il ct ha puntato dal primo minuto ancora su Frattesi, che ha sfiorato il gol e offerto una prestazione concreta nelle due fasi. Barella è entrato nella ripresa e ha “amministrato” senza brillare come aveva invece fatto Davide. Forse Nicolò sta attraversando un momento psicologicamente non semplice perché, complice la brutta prova con il Belgio all’esordio in Nations, in questa pausa di settembre-ottobre ha capito di non avere il posto di inamovibile in azzurro che ha sempre avuto garantito dal 2019 in poi. Magari il sardo sarà di nuovo titolare lunedì a Bologna e, con una prova super scaccerà i dubbi, ma intanto, dopo la non convocazione di Bursa, a Parigi è stato in panchina. E Frattesi si è goduto una maglia da titolare, sfiorando la rete numero 10 con la Nazionale. La scelta del Mancio comunque è stata semplice perché in questo momento Davide garantisce esplosività negli inserimenti, attacco alla profondità senza palla, capacità di arrivare dentro l’area, una condizione atletica che gli permette di pressare, recuperare e poi ripartire, ma soprattutto trasmetta la sensazione di poter essere decisivo ogni volta che arriva negli ultimi venti metri. Barella invece è più completo nella gestione del pallone, probabilmente superiore nella rifinitura e nella fase di interdizione.
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Per il futuro sarà necessario capire se Nicolò e Davide inizieranno a giocare insieme. A Parigi lo hanno fatto per una ventina di minuti, fino a quando Frattesi non è stato sostituito. L’utilizzo negli ultimi due match di Tonali come regista (Sandro ha fatto benissimo pure in questo ruolo), magari può invitare Mancini a schierare insieme come mezzali i due. Se sarà così, resta da capire se il rendimento sarà per entrambi alto e chi andrà sul centro-sinistra, ma attenzione: contro Turchia e Francia la Nazionale ha convinto perché aveva accanto a Tonali una mezzala che sa palleggiare come Fagioli. Se la formula sarà questa anche in futuro, dunque, i due continueranno a essere alternativi. Lunedì contro la Turchia Frattesi, che ha giocato tutte e tre le gare di Nations (due da titolare), potrebbe riposare. Almeno inizialmente. Perché rinunciare del tutto a uno… elettrico come lui in questo momento non è semplice. E contro la Turchia serve una vittoria per proseguire la corsa al secondo posto oltre che per mettere al sicuro almeno il terzo. Di certo Barella adesso è motivatissimo perché la sua titolarità è stata messa in dubbio e un giocatore come lui non accetta di essere un comprimario. Il duello tra i due per essere titolari nell’Italia è solo all’inizio.
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