Come finirà la storia degli 883? Lo decide lei: Alice Filippi. La regista monregalese è la persona con la mano e l’occhio dietro la macchina da presa degli ultimi 3 episodi di “Nord Sud Ovest Est”, la seconda e ultima stagione sulla storia del leggendario duo della musica pop italiana.

La serie uscirà su Sky e in streaming su NOW il 9 ottobre 2026. Filippi ha diretto 3 degli 8 episodi che andranno in onda in prima visione venerdì 6, 13 e 20 novembre 2026.

Un sequel attesissimo per tutti coloro che hanno amato “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” – la prima stagione che, come questa, prende il titolo dall’album del duo di Pavia. La stagione 1 fu un successo clamoroso, che andò a intercettare una fascia di pubblico perfetta per quel tipo di storie. Nostalgica, ma non troppo: chi sta fra i 40 e i 50 e si ricorda ancora tutto o quasi degli anni magici, i ’90. Gli anni degli 883.

Nel cast tornano ovviamente i due protagonisti, Elia Nuzzolo nei panni di Max Pezzali, e Matteo Oscar Giuggioli in quelli di Mauro Repetto. E poi ci sono anche Davide Calgaro (Cisco), Edoardo Ferrario (Pierpaolo), Roberto Zibetti (Claudio Cecchetto) e Riccardo Armiento (Nemorino)…. e lei, Ludovica Barbarito, Silvia.

Silvia: la ragazza che ha fatto battere il cuore di Max e che, durante tutta la stagione 1, era al centro di un piccolo mistero: quello della “cassettina” con la prima canzone che Max aveva scritto per lei. Un mistero che veniva svelato solo nel finale di stagione e che era – ovviamente –  “Come mai”. 

Una canzone che cambierà la storia commerciale degli 883, diventando un singolo di successo clamoroso… ma che, nella serie TV, si dimostra un brano spartiacque: perché relega il ruolo di Mauro Repetto in una posizione minore, marginale. Perché Mauro, davanti al primo, vero, grande lento della storia degli 883, non può far altro che chiedersi: «Ma io, questa, come la ballo?».

Certo, gli 883 si “scioglieranno”: ma come?

«La domanda non era se gli 883 si sarebbero sciolti – dice la regista -: quella risposta il pubblico la conosce già. La vera domanda era: quando? e soprattutto come? Come si arriva alla fine di un sogno? Come si racconta il momento in cui due ragazzi che hanno condiviso tutto iniziano lentamente a prendere strade diverse? “Nord Sud Ovest Est” ci ha messo davanti a una sfida complessa: continuare il racconto di una grande amicizia sapendo che stavamo andando verso il suo capitolo finale».

La storia della band nella seconda stagione ha un compito difficile: deve raccontare l’evoluzione della band, l’impatto del successo su Max e Mauro, l’evoluzione del loro rapporto… ma anche la storia (non solo discografica) di un pezzo dell’Italia degli anni ’90. Prima erano due ragazzi sconosciuti che hanno ottenuto un successo inaspettato, ora saranno due neo popstar che devono imparare a gestirlo.

La storia di un fenomeno

E la serie mostrerà tutti i momenti che daranno origine a un disco che, tanto per la cronaca, vendette 1 milione e 400 mila copie, risultando l’album più venduto di quell’anno in Italia e rimanendo in testa alle classifiche per 14 settimane consecutive. Non fu “solo” un successo commerciale, così come gli 883 non furono “solo” un due di enorme impatto: fu e furono un fenomeno.  Quando “Sei un mito” esplose nelle radio, fu un terremoto: non esisteva bar in cui non la si sentiva, non esisteva jukebox in cui non veniva selezionata a rotazione.

Si vedranno anche le ricostruzioni dei set dei video, come quello di “Nord Sud Ovest Est” ad ambientazione tex-mex e western. Il mondo dei 90’s che cambia nella moda, nell’uso della tecnologia, nei punti di riferimento.

«Per raccontarlo, siamo tornati alle origini»

«Si torna così alle origini del racconto – racconta Alice Filippi -, si torna a quella prima puntata della prima stagione in cui Lello, inconsapevolmente, diventa l’artefice del loro destino. E se quella cosa non fosse successa? “Forse, e dico forse, gli 883 non si sarebbero mai sciolti”. È il desiderio segreto che accompagna lo spettatore fino all’ultimo episodio: che qualcosa possa ancora cambiare il corso degli eventi. Nelle ultime puntate Max e Mauro sono cresciuti.

La loro amicizia rimane il centro emotivo del racconto, ma si trasforma insieme a loro. Il lavoro con gli attori si è concentrato proprio su questa maturazione, sul tentativo di raccontare un rapporto che evolve senza perdere la sua autenticità. Max vuole proteggere Mauro. Mauro vuole proteggere Max. Ma a volte crescere significa anche accettare che proteggere qualcuno non basta più. La crisi che attraversano è profondamente umana.

Max mette in dubbio sé stesso, la propria capacità di andare avanti: “Non so se sono più capace senza Mauro”. Mauro, invece, prende coscienza del proprio ruolo all’interno del gruppo e inizia a chiedersi quale sia davvero il suo posto. “E io che cosa faccio?”».

Gli episodi finali (e, sì: c’è il video di “Nord Sud Ovest Est”)

«L’episodio 6 rappresenta il cuore della serie. Usciamo da Pavia e seguiamo Max e Mauro nel loro sogno americano durante la realizzazione del “videoclip di Nord Sud Ovest Est”. È stato fatto un grande lavoro di ricerca e ricostruzione per restituire quell’immaginario così iconico: il deserto, la Cadillac, l’estetica americana filtrata attraverso gli occhi di due ragazzi che stanno vivendo qualcosa di straordinario. Dopo molte ricerche abbiamo trovato in Almería, nei luoghi che hanno ospitato i western di Sergio Leone, il paesaggio perfetto per far sfrecciare Max e Mauro sulla Cadillac rossa. Anche la musica ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione di questo episodio. Dai riferimenti al rock americano fino alla ricostruzione del Viper Room, il celebre locale di Los Angeles, abbiamo cercato di restituire l’atmosfera di quegli anni e di quel sogno che sembrava non avere confini.

Con l’episodio 7, si torna a Pavia. Ma non è più la stessa Pavia. L’America ha cambiato tutto. Da quel momento le strade di Max e Mauro iniziano lentamente a separarsi. Anche la regia ha cercato di raccontare questo passaggio attraverso immagini semplici ma significative: per la prima volta non li vediamo più salire sulla stessa auto, ma su due auto diverse, dirette verso due percorsi opposti. Visivamente iniziano a prendere strade differenti. Max torna nella sua tavernetta, nel luogo dove tutto è iniziato. Mauro, invece, ha già lo sguardo rivolto altrove.
In questa parte della stagione è stato particolarmente importante anche il lavoro musicale realizzato insieme a Ciro Caravano. Quando Max compone una prima versione di “Tieni il tempo”, la canzone assume una tonalità più malinconica, quasi a suggerire che qualcosa si è ormai incrinato e che il tempo dell’innocenza sta finendo».

… e poi, il finale: l’ultimo ciak l’ultimo “stop”

«L’ultima puntata è stata inevitabilmente anche un viaggio emotivo per tutti noi – confessa Alice -. L’ultimo ciak della serie lo abbiamo girato in Spagna, il 30 gennaio 2026. Stavamo realizzando il videoclip di “Rotta per casa di Dio”. Eravamo in mezzo a un incrocio di Torremolinos e la scena prevedeva un piano sequenza con Max e Mauro che cantavano insieme. Abbiamo fatto sette ciak. Quando è arrivato il momento di pronunciare la parola “stop”, mi sono accorta di non avere la forza di dirla. Perché non stavamo semplicemente finendo una scena. Stavamo salutando un viaggio, dei personaggi e un’amicizia che ci avevano accompagnato per due stagioni. E forse, in quel momento, era impossibile non pensare a una delle frasi più belle della loro storia: “Lo so, con te finirà il sogno di sentirsi dentro un film”».