Chris Columbus non ha intenzione di essere coinvolto nel reboot di Harry Potter, la nuova serie in produzione con HBO. Lo ha dichiarato durante il tour promozionale per il suo nuovo film, Il club dei delitti del giovedì, che arriva il 28 agosto su Netflix. «L’ho già fatto, avete visto la mia versione. Non ho più nulla da fare nel mondo di Potter», così scrive Variety.

Il regista di Harry Potter e la pietra filosofale ed Harry Potter e la camera dei segreti, però, non è contro questa nuova iterazione della storia di J.K. Rowling. Al massimo, un po’ invidioso: «Con il primo, il secondo e il terzo libro, volevamo adattare tutto. Volevamo portare tutto quello che contenevano sullo schermo, ma non ne abbiamo avuto la possibilità». La serie, invece, potrebbe avere questo spazio. Durante l’intervista, Columbus faceva riferimento in particolare a un episodio in cui Harry ed Hermione devono bere delle pozioni con il timore di essere avvelenati, e al personaggio del poltergeist Pix, il quale non sono riusciti ad adattare in quanto non avevano abbastanza tempo. «Non saremmo mai riusciti a mettere quella scena incredibile nel film, ma sono sicuro che comparirà nella serie HBO. Quindi, per me, si tratta di un’opportunità per dare vita a tutti quei momenti».

Columbus ha poi condiviso alcuni ricordi con la rivista, e ha parlato anche di Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint e di quanto sia stato contento di averli visti costruirsi una carriera indipendente anche una volta terminata l’avventura con Harry Potter. «Mi sono sentito orgoglioso a vedere Daniel Radcliffe vincere un Tony. È stato incredibile. Vederlo sul palco, e vedere quando talento ha come attore comico e di musical – è stato davvero emozionante per me».

«Avevamo imparato una lezione preziosa sul set di Mamma ho perso l’aereo, così, quando io e David Heyman ci mettemmo a lavorare su Harry Potter, ci dicemmo: dobbiamo fare casting anche ai genitori, non solo ai ragazzi. Dobbiamo assicurarci che i genitori siano preparati per quello che sta per succedere, soprattutto con Harry. Sapevamo che gli occhi di tutto il mondo sarebbero stati puntati su questi tre bambini, e per fortuna hanno avuto dei genitori splendidi, che li hanno aiutati a sopportare tutta una serie di pressioni che non riesco nemmeno a immaginare – ritrovarti d’improvviso la tua faccia ovunque. Perciò speravamo davvero che i ragazzi sarebbero cresciuti bene, come poi è successo».

Columbus ha riservato l’ultimo commento della chiacchierata a J.K. Rowling e alle posizioni transoniche espresse a più riprese dall’autrice dei libri di Harry Potter. «Penso sia importante separare l’artista dall’arte. Quello che è successo è davvero spiacevole. E davvero, non sono d’accordo con quello che ha detto. Mi rende solo molto triste».