PADOVA – «È iniziato tutto dopo il grande tour nei palazzetti, a cavallo tra il 2024 e il 2025. Max arrivava nel mio studio di Milano con alcuni appunti presi a casa. Un pezzo di una strofa, un’idea di un ritornello e così via. Da lì abbiamo iniziato a svilupparli assieme, come due amici del liceo che si trovano al pomeriggio per fare musica. Un’esperienza bellissima». A parlare è Davide Ferrario, musicista di Monselice da molti anni al fianco di Max Pezzali. L’ultimo risultato di questa collaborazione è un singolo uscito venerdì che si intitola “Le Ali” e accompagna la seconda stagione della serie tv sugli 883 in arrivo su Sky. Ferrario si è dedicato alla scrittura musicale e ha prodotto questo brano che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso anni fatti di sogni, insicurezze e voglia di trovare il proprio posto nel mondo. Al centro c’è una generazione di ragazzi che, con pochi mezzi e sogni enormi, prova a trasformare una passione in qualcosa di reale.
APPROFONDIMENTI
«Lavorare a questo brano è stato un onore e un privilegio» racconta lui, artista eclettico che nella propria carriera ha spaziato dal cantautorato alla musica elettronica passando per una lunga esperienza con il maestro Franco Battiato.
Scrivere una canzone con Pezzali. Che esperienza è stata?
«Non ero mai stato abituato a lavorare in gruppo o in coppia, non sapevo come sarebbe andata. È stata un’esperienza sorprendentemente positiva. Le parole sono ovviamente tutte di Max, io mi sono occupato della parte musicale. Ho suonato quasi tutti gli strumenti, soprattutto chitarra, pianoforte e sintetizzatori. Alessandro Trabace si è occupato degli archi e Giordano Colombo della batteria. Una bella squadra».
Il primo pensiero a lavoro completato?
«Ascoltare la canzone è stato emozionante, trovo che sia molto centrata dal punto di vista delle sonorità. È un brano “alla vecchia”, con l’uso degli strumenti acustici, molto coerente con l’immaginario che tutti abbiamo di Max».
Che effetto fa quando una canzone esce e arriva al pubblico?
«Se escludiamo i miei lavori con la musica elettronica, è la prima volta che mi capita e devo aspettare un po’ per capirlo. Ho però la sensazione che stia piacendo, tante persone mi hanno detto di essersi commosse».
E adesso sotto con altri progetti.
«Ora è uscito il singolo ma a fine mese uscirà un disco di Max con un altro inedito fatto sempre assieme. In quel caso non ho collaborato alla scrittura ma l’ho prodotto, sempre con lo stesso team. E poi dal periodo natalizio ci aspetta un nuovo lunghissimo tour nei palazzetti».
Parallelamente, intanto, porta avanti la sua passione della musica elettronica.
«Sono recentemente uscito con un esperimento, un insieme di musiche di atmosfera realizzate nei periodi di pausa durante l’ultimo tour estivo con Max negli stadi. Un progetto che ho chiamato “Passo” e che ho pensato di pubblicare così come mi è venuto, senza nemmeno un lavoro di post produzione. È piaciuto moltissimo, mi hanno scritto tante persone. Io non faccio musica pop e non ho l’ambizione di arrivare alle grandi folle. Faccio quello che mi piace e se qualcuno ne coglie il significato…per me è bello e gratificante».
Resta saldissimo anche il suo legame con Monselice. Ci torna da Milano ogni volta che può.
«Sì, questo è il posto che mi fa stare bene. Quando ho pubblicato il disco ho fatto dei live in alcune location particolari, andando da solo all’alba con un drone e due piccole telecamere. Uno di questi video l’ho fatto anche a Monselice, al Santuario Giubilare delle Sette Chiese. Il Santuario è in classifica tra i “Luoghi del cuore” all’interno del sito del Fai. I primi tre riceveranno un contributo, al momento siamo quarti ma c’è tempo fino a dicembre per votare. Quel video è il mio piccolo tributo alla città che mi ha visto nascere e della quale sono sempre innamorato».