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Per 35 anni è stato il suo rifugio lontano dalle grandi città, un luogo immerso nella natura selvaggia dell’Idaho che Carole King ha trasformato nel corso di due decenni. Ora il Robinson Bar Ranch, la proprietà di 128 acri acquistata dalla celebre cantautrice nel 1981, è stato venduto per 3,999 milioni di dollari.


APPROFONDIMENTI

A raccontare la storia della tenuta è il Times of India, sulla base delle informazioni fornite da Hall & Hall, l’agenzia immobiliare che ha curato la vendita. Il ranch si trova nei pressi di Stanley, nell’Idaho centrale, all’interno della Sawtooth National Recreation Area, in una zona remota dove il torrente Warm Springs incontra il fiume Salmon.

La fuga dalla città

Nata e cresciuta a Brooklyn, Carole King aveva iniziato la propria carriera musicale a Manhattan prima di trasferirsi in California. Fu proprio durante gli anni trascorsi a Los Angeles che iniziò a cercare un luogo più isolato e selvaggio, lontano dalla vita urbana.

Dopo aver esplorato diversi Stati dell’Ovest americano, la cantautrice trovò nell’Idaho il luogo che cercava. Il Robinson Bar Ranch si estendeva per circa 128 acri tra boschi e prati ai piedi delle montagne. Per raggiungerlo occorre lasciare la Highway 75 e percorrere una strada forestale che segue il corso del fiume, fino ad arrivare alla proprietà.

Il ranch si trova inoltre a meno di un’ora e mezza di automobile da Ketchum e Sun Valley, due delle località più conosciute della zona.

Una proprietà con oltre un secolo di storia

Quando Carole King acquistò il ranch, la proprietà aveva già alle spalle una lunga storia.

Alla fine dell’Ottocento il Robinson Bar era una concessione mineraria.

Intorno al 1916, Chase Addison Clark si stabilì nella zona e ampliò il lodge. Clark sarebbe poi diventato governatore dell’Idaho, mentre la sua famiglia mantenne la proprietà per oltre 70 anni.

La figlia di Clark, Bethine, sposò successivamente il senatore Frank Church, la cui attività politica contribuì alla tutela di vaste aree naturali dell’Idaho centrale e alla protezione dell’area che oggi circonda il ranch.

Nel corso degli anni la proprietà cambiò più volte destinazione: fu utilizzata anche come struttura ricettiva, stazione per lo sci di fondo e locanda in stile francese. Nel 1981 arrivò Carole King.

Vent’anni di restauri

La cantautrice non si limitò a vivere nel ranch. Per quasi vent’anni si dedicò al suo recupero, cercando di conservare il carattere originale della proprietà senza rinunciare ad alcuni interventi moderni.

Il progetto ha comportato due importanti fasi di ristrutturazione. L’architetto e costruttore Robert C. Wyllie curò gran parte dei lavori e della progettazione, mentre Dave Selene si occupò delle lavorazioni in metallo. La figlia di King, Sherry Goffin Kondor, collaborò invece alla progettazione degli interni insieme allo studio Citizen Properties.

La stessa Carole King ebbe soprattutto un ruolo di coordinamento, raccogliendo e valutando le idee dei diversi professionisti coinvolti.

Tra gli interventi più caratteristici ci fu la sostituzione dei vecchi tetti con lastre di acciaio Cor-Ten e l’aggiunta di abbaini per aumentare la luce naturale all’interno degli edifici.

Anche la natura circostante entrò a far parte del progetto. Quando un enorme abete rosso cadde nella foresta vicina, King ottenne il permesso di lavorarne il legno direttamente sul posto. Il materiale fu poi utilizzato per rivestire il nuovo studio di registrazione.

Lo studio di registrazione e le due piscine

Uno degli elementi più particolari della proprietà è proprio lo studio di registrazione, costruito all’interno del ranch. A renderlo ancora più speciale sono state le sorgenti termali presenti nella zona.

L’acqua calda, alimentata per gravità, veniva utilizzata per riscaldare i pavimenti della cucina e dei bagni del lodge. Il calore geotermico raggiungeva anche il lodge e lo studio, contribuendo ad alimentare due piscine.

Una soluzione particolarmente utile anche per mantenere costante la temperatura del pianoforte Steinway presente nello studio di registrazione.

La proprietà ha le caratteristiche di un piccolo villaggio privato. Oltre al lodge principale ci sono una dependance in pietra ricavata nella collina e otto chalet per gli ospiti, dotati di elettricità ma privi di acqua corrente.

Completano la tenuta due fienili, una falegnameria, una serra e un pollaio.

Il lodge principale dispone di cinque camere da letto e si sviluppa su circa 680 metri quadrati.

«Nessun altro posto è mai sembrato così casa»

Nel corso degli anni Carole King ha descritto il ranch come il luogo che più di ogni altro le ha dato la sensazione di essere a casa.

La proprietà era stata messa sul mercato per la prima volta nel 2006, con una richiesta di 19 milioni di dollari. La vendita, però, non andò a buon fine e l’annuncio venne ritirato, anche a causa di problemi legati a un ponte lungo la strada forestale di accesso.

Nel 2010 il ranch tornò sul mercato a 16 milioni di dollari. Alla fine del 2015 il prezzo richiesto era sceso a 9,9 milioni.

A distanza di anni, la proprietà è stata infine venduta per 3.999.000 dollari, una cifra decisamente inferiore rispetto alle richieste iniziali.

Secondo l’agente di Hall & Hall, si tratta di una proprietà estremamente rara sul mercato. «Non capita spesso di trovare in vendita una proprietà così unica», aveva spiegato l’agente, sottolineando come il ranch conservi un’atmosfera capace di riportare indietro nel tempo chiunque attraversi il suo cancello.

Dopo 35 anni, dunque, Carole King ha detto addio a quello che per decenni è stato il suo angolo di natura selvaggia nell’Idaho.


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