Se quest’anno non siete tra i fortunati con un biglietto per il Lido di Venezia e un posto in sala per vedere Bugonia, il nuovo film di Yorgos Lanthimos in Concorso a Venezia 82, potete consolarvi gratis con qualcosa di molto lanthimosiano: Necktie, un cortometraggio del 2013 disponibile su YouTube, oltre che sulla piattaforma Mubi, sempre eccellente se si cercano chicche cinefile.

Realizzato per i 70 anni della Mostra del Cinema, Necktie dura appena un minuto e mezzo. Senza spoilerare (ma come si misura lo spoiler su un film di un minuto e mezzo? Se descrivi la prima inquadratura praticamente ne hai già anticipato metà) è ambientato in un bosco e ritrae un gruppo di adolescenti in quelle che sembrano uniforme scolastiche tradizionali. Ci sono delle pistole e un duello.

Insomma, basta questo per farvi capire che siamo su un terreno non insolito per il regista greco. C’è il bosco, si intuisce un qualche tipo di struttura sociale distopica e soffocante, c’è un elemento surreale, violento e disturbante. Guardatelo, perché il testo dell’articolo dopo il video farà spoiler, invece.

Il cortometraggio di Lanthimos

La ragazzina che perde il duello prima di spirare dice: “ho più ricordi che se avessi mille anni”. Cosa significa? Metafora del cinema che fa vivere mille vite? Lanthimos in vena di frasi stentoree? In ogni caso, che vi piaccia o no il regista greco, riconoscerete che è roba molto sua.

Bugonia, comunque, uscirà nelle sale italiane il 13 novembre prossimo. Si tratta di un remake (ma siamo certi che Lanthimos avrà interpretato il concetto di remake in modo a dir poco elastico, del cult sudcoreano Save the Green Planet!: una storia delirante in cui due complottisti rapiscono la CEO di una multinazionale, convinti che sia un’aliena venuta a distruggere la Terra.

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Courtesy of MUBI

Headshot of Stefano Piri

Nato a Genova nel giorno in cui a Bel Air morì Truman Capote, dopo un lungo percorso di autocoscienza si è rassegnato all’idea che si tratta solo di una coincidenza. Laureato in Relazioni Internazionali e diplomato alla Holden ha lavorato a lungo nelle istituzioni europee, scrivendo nel tempo libero per L’Ultimo Uomo, Minima et Moralia, Pandora e altre testate. Nel 2018 entra nella redazione di Esquire Italia, di cui oggi è Digital Managing Editor. Ha scritto anche due libri e qualche sceneggiatura.