Sette partite nelle prossime 3 settimane per una facile media di una gara ogni 3 giorni. Per questo Chivu attingerà a tutta la rosa nerazzurra, anche a coloro che fin qui si sono visti meno
Tre minuti a partita. La media relativa all’impiego di Aleksandar Stankovic, osservando i numeri, potrebbe apparire persino impietosa. Ma il piano dell’Inter e di Cristian Chivu è puntuale, preciso, studiato praticamente a tavolino. Nelle prime 5 giornate di campionato il figlio d’arte è stato il meno impiegato dell’intera rosa nerazzurra (eccezion fatta per secondo e terzo portiere e coloro che sono sempre rimasti ai box), e il cronometro generale dice un quarto d’ora appena. Nessun allarme, però. Anzi: Aleks ha dimostrato un’altra volta con la nazionale serba di saper calcare grandi palcoscenici, ma dopo un paio d’anni vissuti in prestito tra Svizzera e Belgio aveva (e avrà ancora) bisogno di un fisiologico periodo di adattamento ad un campionato più probante – soprattutto dal punto di vista fisico – come la Serie A. E la decisione estiva dell’Inter era stata chiarissima. Mai in dubbio il contro-riscatto di Stankovic dal Bruges per 23 milioni di euro (dopo averne incassati una decina l’estate precedente), un giovane d’oro attorno a cui costruire il centrocampo del futuro. In tal senso, nonostante fin qui sia stato utilizzato poco, corre in soccorso un ottobre che per l’Inter si annuncia infuocato. E non solo per il figlio di Dejan…
ogni 3 giorni, una partita—
L’Inter giocherà 7 partite in 21 giorni, precisamente una ogni 3: il Parma alla ripresa post sosta nazionali, Bruges e Shakhtar in Champions con la trasferta di Bologna nel mezzo delle due sfide europee, poi Fiorentina, Venezia e derby contro il Milan. Un calendario intasato, pesante, che Chivu intende superare nel migliore dei modi attingendo a tutte le risorse presenti all’interno della rosa nerazzurra. E quindi ad ognuno di coloro che in questi primi mesi di stagione si sono visti meno, non solo Stankovic. Ovvero Mkhitaryan (62′ in campo, tutti contro l’Udinese in campionato), Bonny (68′), Pavard (118′) e i vari Luis Henrique, Jones, Carlos Augusto, Sucic. Gli ultimi nomi citati si sono visti un po’ di più rispetto ai primi quattro, ma ognuno – per motivi diversi tra loro – attende il momento ideale per trovare la svolta definitiva. E due sono i profili arrivati in estate ma ancora non utilizzati da Cristian Chivu: il primo è Ivan Provedel, il secondo Djed Spence. Il portiere ex Lazio – rimasto a guardare Martinez anche perché nel momento di difficoltà il tecnico nerazzurro ha confermato la fiducia allo spagnolo – è sempre più vicino ad esordire e sicuramente lo farà nel corso di ottobre. L’esterno inglese ha ormai smaltito i problemi ereditati dal Mondiale vissuto da protagonista ed è pronto ad insidiare Diouf per la fascia destra. Così, con un’Inter al gran completo, Chivu intende superare alla grande il primo ciclo della stagione.