La dedica sui social di Teresa Guccini sulle note di Claude Debussy e l’immagine di una rosa in fiore

«Ieri, a due mesi dalla morte del babbo, è fiorita una rosa nel mio giardino. È fiorita la mia preferita, la Pierre de Ronsard». Scrive così Teresa Guccini, figlia del cantautore scomparso lo scorso 6 agosto, in una storia sul suo profilo Instagram. È una dedica al padre piena di poesia, sulle note di Arabesque No. 1 di Claude Debussy, che immortala l’immagine di una rosa in fiore, bianca e rosa, quasi a simboleggiare la forza del ricordo del Maestrone che, nel cuore di chi in vita lo amava — tanto la famiglia quanto i fan — rimarrà per sempre indelebile. E che il cantautore fosse destinato a rimanere immortale, soprattutto grazie alla forza della sua musica, lo ha reso palese da subito il fenomeno delle «cantate spontanee»: a poche ore dalla sua scomparsa, non solo le strade bolognesi, ma le piazze di tutta Italia si sono riempite delle sue canzoni, con folle di persone accorse per cantare alla luna Autogrill, Canzone per un’amica e La Locomotiva. 

L’evento per ricordarlo 

Le sue parole in musica sono riecheggiate per giorni tra le vie della Cirenaica, in mezzo al viavai ininterrotto di appassionati, vicini e passanti, che davanti allo storico civico 43 di via Paolo Fabbri — dove Guccini visse fino al 2012 — si fermavano a posare biglietti d’affetto, disegni e rose. E mentre la figlia lo ricorda teneramente sui social, la sua città del cuore, Bologna, aspetta di celebrarlo ancora: all’indomani della scomparsa, infatti, la famiglia aveva parlato della volontà di organizzare un grande evento pubblico per raccogliere i fan e rendere un omaggio collettivo al poeta, riallacciando quel filo affettivo con una comunità che lo ha sempre considerato «uno di famiglia». Un ricordo che si intreccia anche con la memoria più intima e materiale lasciata dal cantautore. Se alla seconda moglie, Raffaella Zuccari, Guccini ha destinato la gestione dei diritti artistici e le case di via Fabbri e Pavana, alla figlia Teresa il Maestrone ha infatti donato oggetti densi di significato, oltre alle quote societarie: tra questi c’è l’anello d’oro con le iniziali «FG» appartenuto al padre dell’artista, l’orologio Da Vinci, a cui teneva molto, e la chitarra Trameluc, custode silenziosa di battute, accordi e notti passate a cantare.



















































7 ottobre 2026 ( modifica il 7 ottobre 2026 | 16:41)