La lunga sosta ha privato Spalletti di 12 giocatori, impiegati complessivamente per 1.799′ in giro per il mondo. Se Zhegrova e Douglas tornano rinfrancati, prosegue il momento no di Woltemade
Dodici convocati che sono rimasti tra i 16 e i 17 giorni lontani dalla Continassa, 26 partite complessive giocate per un totale di 1.799′ in campo, 3 gol, un assist e 139.450 km percorsi in linea d’aria per spostarsi da un luogo all’altro del mondo e rispondere alla chiamata delle rispettive nazionali. Come fare il giro del mondo tre volte e mezza. Tutt’intorno, gioie, delusioni, acciacchi o ricarica mentale. Alla fine, ha chi ha fatto bene e a chi no, in casa Juve, questa lunga, inedita sosta?
juve, a chi ha fatto bene la nazionale—
Chi ha fatto il pieno di entusiasmo è certamente Edon Zhegrova, che ha dato seguito con il Kosovo al “magic moment” juventino: un gol (su rigore) e un assist nella doppia sfida all’Austria, secondo posto nel girone di Lega B alla pari con l’Irlanda, ma, soprattutto, 212′ in campo in 10 giorni, come non gli accadeva dai tempi di Lilla. Ritrovare la nazionale dopo due anni dall’ultima convocazione è stata una bella iniezione di fiducia pure per Douglas Luiz, già capace di prendersi la Juve nonostante i grandi dubbi estivi sul suo possibile rilancio in bianconero. Sul campo, Ancelotti in verità non l’ha mai schierato da titolare nelle tre amichevoli contro Australia (due volte) e India (28′ in un’occasione e 45′ nell’altra), e sul campo non ha granché impressionato, ma per il brasiliano la cosa più importante era tornare nel giro della Seleçao. “Molto felice di rappresentare il mio paese. Concludiamo un periodo molto produttivo. Il lavoro continua. Avanti così!”, ha chiosato su Instagram. Un segnale, comunque positivo, è arrivato pure da Teun Koopmeiners, titolare soltanto in una delle quattro gare di Nations League dell’Olanda (contro la Serbia), ma autore di un bel gol su punizione. Giocando da difensore centrale a quattro, al fianco di Van Dijk, prima di spostarsi sulla trequarti nell’ultima mezz’ora. “È bello essere riuscito a fare entrambe le cose nella stessa partita”, ha spiegato Koop. “Può giocare da difensore centrale, abbiamo bisogno di lui in fase di impostazione, è bravo a trovare l’uomo libero e nei passaggi – ha aggiunto il tecnico, Xavi -. Vogliamo attaccare meglio e Koop ha le qualità per farlo”. Alla Juve l’esperimento era terminato presto, anche per l’incostanza cronica nelle prestazione dell’ex Atalanta, ma chissà che non possa tornare d’attualità…
celik e woltemade, delusioni nazionali—
Al di là di qualche acciacco fisico (botta alla coscia per uno e crampi per l’altro), possono ritenersi soddisfatti del viaggio con la propria nazionale pure Conceiçao e Alajbegovic: il primo si è meritato i complimenti di Jorge Jesus, il secondo, oltre al gol alla Svezia, ha confermato le potenzialità già intraviste nell’ultimo anno. Rientrerà, verosimilmente, con il morale a terra, invece, Zeki Celik, che torna a Torino con quattro sconfitte rimediate dalla sua Turchia in Nations League, 11 gol subiti e la posizione dell’allenatore Montella a un passo dall’esonero. Deluso, e non poco, sarà pure Nick Woltemade, protagonista di un clamoroso errore sotto porta in Germania-Serbia, utilizzato da Klopp per soli 104′ in due partite e finito pesantemente nel mirino di stampa e critica. Da oggi, comunque, che sia per confermarsi o per rilanciarsi, per tutti conterà solo la Juve.
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