Un altro importante traguardo per Vasco Rossi. No, questa volta non stiamo parlando dell’ennesimo sold out, ma di un evento che pare aver donato forse ancora più emozione al diretto interessato: il Dottorato honoris causa in politica e comunicazione. A conferirglielo è stata l’Università di Salerno, attribuendo al cantautore la capacità di raccontare il cambiamento sociale del nostro Paese, definendo linguaggi e forme di relazione.

«In oltre quarant’anni di carriera, Vasco Rossi ha saputo interpretare trasformazioni sociali, sensibilità e inquietudini di generazioni diverse, costruendo un linguaggio immediatamente riconoscibile e una relazione con il pubblico che ha superato i confini della musica per diventare fenomeno culturale, identitario e comunicativo» si legge infatti nella motivazione, scandite dal Rettore Virgilio D’Antonio nell’aula magna Vincenzo Buonocore, dove Vasco ha anche tenuto una lectio magistralis.

«Sono molto emozionato – ha detto il cantautore nel suo intervento, immergendosi poi una profonda riflessione sul peso delle parole. – Chi parla pubblicamente deve sapere che una parola costruisce un clima, può alimentare cinismo o fiducia, odio o confronto, rassegnazione o voglia di reagire. Anche il silenzio comunica e anche una battuta può avere conseguenze, soprattutto a chi arriva a molte persone. A volte mi chiedono: “Che cosa significa, in fondo, essere Vasco Rossi?” Bella domanda. La risposta breve è: una grande responsabilità. Per me significa restare me stesso senza tradire quello che sono per piacere a qualcuno. Prendere dubbi, fragilità, rabbia, sogni e qualche incazzatura e trasformarle in canzoni. Una canzone non da istruzioni però può aprire uno spazio in cui le persone si riconoscono, discutono, si sentono meno sole. La musica fa ciò che la comunicazione ufficiale spesso dimentica: non si limita a informare. Muove emozioni, ricordi e domande. Se esiste una «poetica di Vasco Rossi», forse è tutta qui: dire le cose come le sento, senza trasformare la fragilità in una vergogna e senza confondere la libertà con il diritto di fregarsene degli altri. La vera responsabilità è fare in modo che, dopo aver cantato insieme, resti qualcosa: una consapevolezza, una domanda, magari il coraggio di guardare gli altri con un po’ più di attenzione».

Alla cerimonia erano presenti anche le autorità cittadine, tra cui il sindaco Vincenzo De Luca che ha ringraziato Vasco per la sua presenza. Fuori ad aspettarlo tanti fans di ogni età, che testimoniano una carriera fuori dal comune, che ha unito più di una generazione sotto al palco. E che continuerà come ha voluto scherzosamente precisare il rocker: «da oggi in teoria potrei insegnare ma tranquilli, continuerò a fare concerti».