La storia del conduttore radiofonico Max Parisi, 58 anni, voce storica di Radio Monte Carlo, sarà al centro della nuova puntata de Le Iene, in onda l’8 ottobre su Italia 1 in prima serata e condotta come sempre da Veronica Gentili (insieme a Vincenzo Comunale, Nathan Kiboba, Carmine Del Grosso e Daniele Gattano).

Quella del conduttore è una storia molto dura, che intreccia all’umana paura della morte la speranza di poterla allontanare anche solo per un po’, in una corsa piena di vita che ha portato Parisi e sua moglie Lulu Ng-Ha in America per sottoporsi a una cura sperimentale che sembra poter offrire, almeno stando ai risultati delle sperimentazioni cliniche, più tempo ai malati di tumore al pancreas. Parisi convive con il cancro dal 2024, quando ha ricevuto la diagnosi e avviato le cure. “È stato un percorso duro, ma credevamo davvero di essere stati fortunati. Il tumore sembrava essere stato preso in tempo. Max aveva superato le cure. Pensavamo di poter essere una di quelle famiglie fortunate”, ha raccontato la moglie del conduttore a La Stampa ripercorrendo quel primo periodo. Poi il ritorno della malattia, le metastasi. A luglio del 2026, l’oncologo ha comunicato a Parisi il verdetto più difficile da ascoltare: con tutte le terapie possibili e disponibili in Italia già attuate e non efficaci, la sua prospettiva a quel punto era solo di due mesi di vita.

La corsa per “allontanare la morte” – non per guarire, su questo il conduttore è stato chiaro – è iniziata alla fine di agosto, quando in America è stato approvato il RasonQue, farmaco che contiene la molecola doraxonrasib, trattamento che aumenta le possibilità di sopravvivenza, che però in Italia l’EMA (agenzia europea per i medicinali) non ha ancora approvato. L’intervento a Le Iene di Parisi punta a sensibilizzare Ministero della salute e Aifa affinché si velocizzi la burocrazia e i pazienti malati di tumore al pancres possano accedere al trattamento anche nel nostro paese, possibilmente non a spese proprie. “Lo stesso farmaco qui da noi, se ci va di lusso, arriverà forse tra un anno. C’è chi ha diagnosi con aspettative di vita di uno-due mesi”, ha scritto Parisi su Instagram, in una didascalia allegata a una foto con la moglie Lulu mentre insieme, sull’aereo verso l’America, volavano verso la possibilità di nuovo tempo insieme.

Max Parisi e la forza della moglie Lulu, che lo ha convinto a tentare una nuova strada

Da quando ha ricevuto la diagnosi Parisi ha raccontato con grande coraggio il suo percorso medico sui social, dagli esordi della malattia agli ultimi e recenti stravolgimenti. In due anni, tra cure e trattamenti, il conduttore ha perso 40 kg; a luglio, quando l’oncologo gli ha comunicato di aver esaurito ogni carta a loro disposizione, si è preparato quietamente alla fine, lasciando il programma di RMC Caffelatte con te (“Mantenere una quotidianità mi è servito tantissimo; la trasmissione in radio è stata una passerella tra me e il vuoto”, ha detto a La Stampa parlando del suo lavoro), riordinando 20 anni di documenti e trascorrendo il suo tempo con la famiglia, la moglie Lulu e le due figlie Sophia, 21 anni, e Vivienne, 16. È stata proprio lei, insieme alla moglie, a instillargli il seme della speranza, la voglia di non mollare.

“Papà ci deve essere il giorno del mio diploma”, è stata la speranza pronunciata ad alta voce da Vivienne quando ha scoperto che al genitore erano stati paventati solo pochi mesi di vita. Lulu e il fratello di Max Parisi, Alessandro, si sono impegnati sul resto: incrociando le news provenienti dall’America e appurato che il conduttore rientrasse nei parametri per potersi sottoporre alla cura con Daraxonrasib, ai primi di settembre sono volati oltreoceano per avviare la procedura medica. “È stata tanta la forza con cui mia moglie ha lottato, una vera leonessa, e mi sono arreso alle sue volontà”, ha raccontato Parisi spiegando le motivazioni dietro la sua ritrovata speranza.

“Le strade erano due: restare e consumare serenamente il mio ultimo mese di vita a casa oppure svenarsi per vedere se davvero sono all’ultima spiaggia”. Oggi Parisi si trova in California, a casa dei suoceri, in attesa dei risultati della tac di controllo che, dopo le prime somministrazioni del farmaco, dovrà restituire un quadro più chiaro della sua situazione e degli effetti della terapia.

Chevron Left IconChevron Right IconPerché Max Parisi stasera è alle Iene

Una fornitura di Daraxonrasib per un mese oggi costa circa 42 mila dollari. Attualmente il farmaco è disponibile solo negli Stati Uniti, quindi chiunque volesse sottoporsi alla cura dovrebbe caricarsi anche delle spese di vitto, alloggio e viaggio verso gli ospedali nei quali il trattamento è disponibile. Finché in Italia il farmaco non verrà approvato dall’EMA (così che possa entrare nel sistema del Servizio Sanitario Nazionale), non c’è possibilità di accedervi se non acquistandolo a spese proprie.

Dato il costo ingente si tratta di un limite tanto, spesso troppo grande per le persone malate di tumore al pancreas (secondo l’AIRC in Italia ogni anno ci sono circa 13.500 nuovi casi): la stessa moglie di Max Parisi si è trovata costretta ad aprire un GoFundMe per sovvenzionare la trasferta americana. Stasera, a Le Iene, oltre alla storia di Max sarà raccontata anche quella di Angelica: anche lei è malata di tumore al pancreas, anche lei spera di poter accedere nel più breve tempo possibile al Daraxonrasib. La prospettiva non è guarire, ma guadagnare tempo. “Dalla vita ho già avuto tutto quello che potevo sognare e anche di più. Non ho altro da chiedere. Vorrei solo vivere quel che mi resta con la mia famiglia”, ha detto Parisi in un’intervista e così ha ribadito Angelica nel suo intervento.

Su Instagram il fratello di Max Parisi, Alessandro, ha spiegato perché il passaggio del conduttore alle Iene è così importante non solo per lui ma per tutti coloro che stanno affrontando il suo stesso percorso: “Uno degli inviati de Le Iene è stato ieri a trovare mio fratello nella sua attuale dimora negli USA. Ne è venuto fuori un servizio televisivo sul daraxonrasib che verrà trasmesso domani sera alle 21:15 sul canale Mediaset. Se volete aiutare migliaia di malati di tumore al pancreas con metastasi a curarsi in Italia con quel farmaco, guardate la trasmissione e dopo commentate il più possibile sui social con uno di questi hashtag: #daraxonrasib #Rasonque. Questo farmaco si sta dimostrando veramente efficace, mio fratello sta già migliorando malgrado lo stia assumendo da pochissime settimane. Più pressione mediatica faremo tutti insieme, più alto sarà il numero di vite che riusciremo a salvare”.