La nuova Deux Chevaux recupera lo spirito dell’originale nata nel 1948 con un design rétro, interni essenziali e soluzioni ingegnose. Lunga 3,76 metri, anticipa un’elettrica accessibile. Il modello è già molto vicino alla produzione
11 ottobre (modifica il 12 ottobre | 09:10) – PARIGI
Una leggenda che ritorna, questa volta in chiave completamente elettrica. La Citroën 2CV si prepara a una seconda vita con una concept car che riprende le forme dell’originale, reinterpretandole in chiave contemporanea. Ma non si tratta soltanto di un’operazione nostalgia. Dietro la carrozzeria rétro-futuristica si nasconde anche una possibile risposta alla crisi dell’auto europea: quella delle cosiddette e-car, vetture molto piccole ed economiche, pensate per rendere la mobilità elettrica accessibile a tutti. Con un ambizioso obiettivo di prezzo (non ancora definito): si parla di meno di 15.000 euro che la ponga a metà strada tra la Ami e la C3. E non è nemmeno escluso che possa nascere nell’impianto di Pomigliano d’Arco.

uno sguardo al passato—
La parentela con l’antenata è evidente nelle proporzioni, a partire dalla carrozzeria arrotondata, quasi a uovo, che termina in una coda piatta e minimalista. Anche il tetto in tela richiama l’originale, mentre le superfici sono state reinterpretate secondo un linguaggio più moderno ed essenziale. Particolare il trattamento della fiancata, dove il parafango della prima 2CV viene integrato nella carrozzeria attraverso una fascia che ricrea visivamente la separazione dei volumi caratteristica del modello storico integrando una presa d’aria. Secondo quanto anticipato da Citroën, la concept rappresenta già circa il 90% dell’automobile definitiva, anche se alcune soluzioni dovranno ancora essere omologate.

divertimento essenziale—
È nell’abitacolo che emerge la parte più originale del progetto. Come ha spiegato a Gazzetta Motori Gilles Vidal, responsabile del design di Stellantis: “La ragione stessa dell’esistenza di una vettura di questo tipo è, prima di tutto, l’accessibilità economica. Deve quindi essere estremamente semplice ed essenziale”. Così la plancia integra il minimo indispensabile, con accessori pensati per essere integrati come optional e numerosi elementi assumono funzioni inedite. Ad esempio, al posto dei due sedili anteriori separati trova spazio una sorta di divano, che Citroën sta cercando di omologare anche nella sua configurazione amovibile: l’idea è poterlo estrarre e utilizzare all’aperto, per esempio durante un picnic. La consolle centrale è sostituita da una cesta da pic-nic trasportabile, mentre l’impianto audio può funzionare anche come cassa Bluetooth portatile. Non mancano i richiami alla tradizione: dalla leva del cambio vicino al volante, alla curiosa leva che apre una presa d’aria esterna per ventilare l’abitacolo. Soluzioni che esprimono un modo tipicamente francese di intendere l’automobile semplice e frugale, ma anche piacevole da vivere.
la storia delle uova—
Tra i dettagli più curiosi dell’abitacolo compare un contenitore per le uova, ricavato nel vano portaoggetti della portiera. Un omaggio alla storia della prima Deux Chevaux. Quando negli anni Trenta Citroën iniziò a sviluppare il progetto, tra le richieste figurava la possibilità di attraversare un campo arato trasportando un paniere di uova senza romperne nemmeno una. Una sfida che contribuì allo sviluppo delle celebri sospensioni della 2CV, capaci di assorbire le irregolarità dei fondi più sconnessi. A quasi ottant’anni dal debutto del modello originale, avvenuto nel 1948, quel contenitore diventa il simbolo di una filosofia che Citroën vuole recuperare.

elettrica e europea—
Il legame con l’originale infatti non è soltanto estetico e questa 2Cv non è pensata per essere una vettura modaiola. Lunga circa 3,76 metri, ovvero meno della progenitrice, e progettata per ospitare quattro persone, la nuova 2CV rappresenta l’interpretazione di Stellantis delle cosiddette e-car, automobili elettriche compatte e accessibili, da produrre in Europa. Come detto il posizionamento nella gamma della casa è a metà tra la minicar Ami e la segmento B C3. Il progetto si inserisce nel dibattito europeo su una nuova categoria di piccole elettriche per la quale la Commissione europea ha proposto un quadro normativo dedicato. L’obiettivo è favorire vetture meno costose attraverso una semplificazione delle regole, senza rinunciare ai requisiti essenziali di sicurezza.

ottimizzazione dei costi—
Raggiungere un prezzo inferiore ai 15.000 euro richiederà interventi che vanno ben oltre il design. Come spiegato da Gilles Vidal durante la nostra intervista, il contenimento dei costi coinvolge l’intera azienda, dalla progettazione agli acquisti, fino alla scelta delle batterie, dei motori elettrici e delle materie prime. «Dobbiamo rendere l’automobile il più economica possibile, mantenendo però un aspetto tecnologico e moderno», ha sottolineato Vidal. Per il momento Citroën non ha comunicato dati relativi a batteria, autonomia e potenza. Il prezzo rimane un obiettivo da confermare, così come alcune soluzioni della concept. La formula invece è chiara: la stessa che rese celebre la prima 2CV, un’automobile essenziale, ingegnosa e accessibile. Stavolta, però, va aggiunta una spina.
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