SAN PANCRAZIO SALENTINO – Il corpo senza vita di un agente dalla polizia penitenziaria di 37 anni, con ferita da arma da fuoco, è stato rinvenuto all’interno della sua auto, nella pineta di Sant’Antonio alla Macchia, una zona verde situata lungo la strada che unisce i comuni di San Pancrazio Salentino ed Erchie. A fare la drammatica scoperta sono stati alcuni cercatori di funghi che stavano percorrendo l’area e hanno notato la vettura.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 che, purtroppo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Accanto al cadavere è stata ritrovata la pistola d’ordinanza del poliziotto, il quale prestava servizio presso la casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce.

La dinamica dei fatti è al vaglio dei carabinieri. Sul posto è giunto anche il medico legale per i primi accertamenti autoptici. I primi elementi raccolti farebbero pensare a un gesto estremo.

A questo punto, è utile spiegare che esistono alcuni servizi e numeri telefonici adatti. Se si ha bisogno di aiuto, o si conosce qualcuno che ha necessità di aiuto, è bene sapere che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. E’ anche possibile contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22). Anche il 118 si occupa, oltre che di emergenza medica, anche di quella psichiatrica. Esistono altri numeri utili, per situazioni di pericolo differenti, come il 19696 (il Telefono azzurro, per adolescenti) o il 1522 (il Telefono rosa, per donne vittime di violenza).

Il sindacato: “Una crisi strutturale e cronica”

Il segretario del sindacato Fsa Cnpp Spp, Ruggiero Damato, esprime “profondo dolore e sconcerto” per la notizia, sottolineando come l’episodio “riaccenda drammaticamente i riflettori sul malessere psicofisico e sullo stress estremo a cui sono sottoposti i lavoratori all’interno del sistema carcerario”.

Il sindacato evidenzia che, pur nel rispetto dell’imperscrutabilità di una scelta intima, “è impossibile scollegare tali drammi dalle criticità sistemiche degli istituti penitenziari”. Secondo la segreteria, il quadro critico del disagio lavorativo e il fenomeno dei suicidi tra il personale della Polizia Penitenziaria e i detenuti “evidenzia una crisi strutturale e cronica”. Tra i fattori di rischio identificati dal sindacato figurano “turni massacranti e carenza organica”, con forti carenze di personale che costringono gli agenti a turni prolungati spesso superiori alle 12 ore consecutive, riducendo i tempi di recupero biologico e familiare.

Inoltre, il sindacato segnala la “sindrome da burnout” derivante dall’esposizione quotidiana ad ambienti ad altissima densità di conflittualità, unita alla percezione di isolamento istituzionale. Damato dichiara che “senza puntare il dito a niente e nessuno, auspichiamo che si pensi seriamente a una riforma totale del sistema carcere, l’attuale non è più pensabile proseguire ancora”. Il sindacato esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia del collega, “e che riposi in pace quella pace che non ha trovato in vita”.

Il cordoglio

“Una notizia che sconvolge la nostra comunità, una famiglia esemplare, un ragazzo perbene”, scrive il sindaco di San Pancrazio Salentino, Edmondo Moscatelli. “Stringiamoci nel silenzio in segno di rispetto e lutto per l’immenso dolore che ha colpito moglie, figlio, genitori e parenti tutti, e lasciamo che le indagini degli inquirenti facciano il loro corso – aggiunge il primo cittadino – La preghiera che ognuno di noi questa sera farà che possa accompagnare la sua anima al cospetto di Nostro Signore”.

Articolo aggiornato alle 20:58 (le dichiarazioni del sindacato e sindaco di San Pancrazio)

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