Leonardo Maria Del Vecchio si mette a nudo in una lunga chiacchierata-intervista con Fedez e Davide Marra trasmessa su Pulp Podcast. Nel corso della quale, dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, tocca argomenti pubblici e privati. “Chi vuol essere miliardario? “, è il titolo della puntata dove si finisce a parlare anche dell’eredità ancora aperta fra i soci di Delfin e dello scontro personale con il ceo di EssilorLuxottica, Francesco Milleri. «Sono nel periodo migliore della mia vita. Ho mia figlia che è la cosa più bella del mondo» e «lui che perde il 50% dovrebbe essere un attimo più teso, posto che è amministratore di una public company», attacca Leonardo Maria Del Vecchio.

Perché il valore in Borsa è sceso così tanto

«Il mio rapporto personale con Francesco non è il punto – spiega il quartogenito del fondatore di Luxottica . Qualsiasi persona può essere il miglior amico, il secondo padre ma se non porta i risultati o fa meno 50% alla fine quell’azienda porta un cognome, Del Vecchio, e io non posso stare in un’azienda e mettere la faccia quando gli stipendi vengono bloccati, si affetta il prosciutto e un manager fa meno 50%. Quando faceva i risultati ero il primo sostenitore. Fai meno 50? Io me ne sono andato a casa», aggiunge riferendosi alla propria uscita dai ruoli manageriali in EssilorLuxottica.

Fornisce anche un lettura sul perché il valore di Borsa del gruppo di lenti e occhiali sia sceso così tanto: «L’onda lunga di mio padre è finita. Dopo non c’è stata la visione adeguata, evidentemente». Dall’azienda alle pratiche successorie. L’eredità lasciata da Leonardo Del Vecchio «è bloccata per un legato di 300 milioni» e « per un paio di case di mia madre». E aggiunge: «Su un’eredità da 40 miliardi è bloccato l’1%. Non è bloccata l’eredità, si sta facendo guerra per 300 milioni», ha aggiunto Leonardo Maria del Vecchio, parlando dei legati previsti nel testamento del padre per Milleri, che hanno spinto alcuni dei fratelli ad accettare l’eredità con beneficio d’inventario e a portare al «blocco dei dividendi» di Delfin. «Si tratta delle volontà di mio padre, le ho sempre fatte rispettare e continuerò a farle rispettare, non conta il mio rapporto» con Milleri, ha proseguito. «Ci sono tante cause per beneficio di inventario ma continuerò. E anche l’operazione di scalata a Delfin presupponeva che venisse chiusa la successione».