di
Vittoria Melchioni
L’influencer e stilista vicentina e lo spot per le Case di comunità: «Ci metto la faccia e il pubblico lo apprezza. La tv? Non ho mai voluto vivere di quello, ho tanti progetti»
Dalla diagnosi di sclerosi multipla alla maternità, passando per la moda e l’impegno come testimonial della sanità veneta. Georgette Polizzi, stilista, imprenditrice e volto televisivo conosciuto dal grande pubblico grazie a Temptation Island, racconta la sua scelta di prestare il volto alla campagna regionale dedicata alle Case della Comunità e al Fascicolo Sanitario Elettronico. Una testimonianza che nasce dalla sua esperienza personale con la malattia, diagnosticata nel 2018, e dalla volontà di mettere la propria popolarità al servizio degli altri.
Come è nata la collaborazione con la sanità veneta?
«Da quando mi sono ammalata, nel 2018, frequento continuamente ospedali, tra visite e controlli. Quando mi hanno spiegato il progetto delle Case della Comunità ho visto un barlume di luce. Quante volte, quando stiamo male, rinunciamo ad andare al pronto soccorso perché sappiamo che è sovraffollato? È successo anche a me: quando ho avuto l’esordio della malattia sono arrivata in ospedale che ero ormai al limite. Ho deciso di metterci la faccia perché credo che questa iniziativa possa rappresentare un segnale positivo»
Come hanno reagito i suoi follower a questa veste di testimonial?
«Molti non conoscevano le Case della Comunità, altri invece le avevano già utilizzate. Ho ricevuto messaggi di persone che mi raccontavano di essersi trovate benissimo e di aver risolto i propri problemi. Sono stata felice perché quando ci metti la faccia su questioni così delicate non è mai semplice. Ma non c’è stato stupore: chi mi segue sa che parlo spesso della mia malattia, del rapporto con gli operatori sanitari e delle difficoltà quotidiane».
Nella campagna si parla anche del Fascicolo Sanitario Elettronico. Quanto è importante per una paziente cronica?
«Per me è una svolta! Ho una quantità infinita di documenti che puntualmente perdo. Arrivi alle visite e ti chiedono esami, referti, tutta la tua storia clinica. Con il Fascicolo Sanitario Elettronico hai tutto a disposizione. Capisco che per le persone anziane, abituate ai faldoni pieni di carte, possa essere più complicato, ma per la mia generazione è una manna dal cielo. Ho voluto partecipare proprio a questo spot perché mi rappresenta perfettamente»
Nel 2018 la diagnosi di sclerosi multipla. Come è cambiato il suo rapporto con la malattia?
«All’inizio è stato devastante. Ho avuto un esordio molto aggressivo, sono rimasta paralizzata dal collo in giù. Ho dovuto metabolizzare quello che mi stava succedendo. Poi ho deciso di raccontarlo pubblicamente. Ero in un momento di grande popolarità televisiva e volevo far capire che una cosa del genere poteva succedere anche a me. Raccontarmi è stato terapeutico, per gli altri ma anche per me stessa. Ho lottato per tornare a camminare e ce l’ho fatta»
Quale messaggio vuole trasmettere a chi convive con una patologia come la sua?
«Io la sclerosi multipla la chiamo “la bastarda”, perché arriva senza bussare e ti stravolge la vita. Non c’è mattina in cui mi svegli senza difficoltà a camminare. Ma bisogna affrontarla con testa e cuore. Faccio sempre un paragone: quando guidi da solo magari corri e sei distratto, quando hai qualcuno accanto diventi più prudente. Oggi la mia vita è così: sul sedile del passeggero c’è la bastarda e io devo stare attenta. Ma non voglio rinunciare a vivere»
Suo marito Davide Tresse le è stato accanto nei momenti più difficili. Quanto è stato importante?
«Tantissimo. All’inizio ha sofferto molto, continuava a ripetere che non era giusto, che non meritavo tutto questo. Quando ero sulla sedia a rotelle e uscivamo insieme, mi giravo e vedevo il suo viso mentre mi spingeva, con il mare nel cuore. Mi distruggeva. Ho trovato la forza di rialzarmi anche per lui, soprattutto per lui. Poi è stato bravissimo ad affrontare tutto quello che è arrivato»
Nel 2022 è nata vostra figlia Sole, dopo un percorso di procreazione medicalmente assistita. Che cosa ha rappresentato la maternità?
«La svolta della mia vita. Anche lì sono stata testarda, sono andata contro tutto e tutti. Avevo raccontato in un programma su Real Time la difficoltà di avere un figlio, ma non ho mai smesso di crederci. Anche Davide inizialmente era contrario, mi diceva che stavo andando contro natura. Io invece ho insistito e Sole è arrivata. Mi ha fatto rinascere completamente. Certo, non tutte le persone malate hanno un compagno accanto, per questo credo sia fondamentale trovare prima di tutto la propria integrità personale. Bisogna imparare a stare in piedi da soli»
Il pubblico l’ha conosciuta grazie a Temptation Island, ma lei aveva già un’attività nella moda. Perché non ha scelto di vivere soltanto di televisione?
«Perché il mio lavoro esisteva già prima ed è nato in un momento di povertà assoluta. Avevo forse cinquanta euro sul conto corrente. Sono partita da lì, dai miei pennelli e dai miei colori, che mi hanno salvato la vita. Ricordo che a Temptation Island molti concorrenti raccontavano di essersi licenziati per tentare la carriera televisiva. Io il giorno dopo essere tornata a casa ero già al lavoro. Ho fatto ospitate, certo, ma non volevo vivere di quello. Sarebbe stato più facile, avrei guadagnato magari di più facendo meno fatica. Invece ho scelto la strada più difficile. Mi definiscono influencer, ma io sono sempre in azienda: sono un’operaia di me stessa e ne vado orgogliosa».
E adesso quali sono i suoi progetti?
«Ce n’è uno importantissimo, forse il più importante dei miei quindici anni di carriera. Debutterà il 21 ottobre. Non posso ancora svelare di cosa si tratta, ma spero davvero che rappresenti la mia consacrazione artistica. È un progetto nel quale credo moltissimo»
La Regione ha scelto un’influencer anziché un medico per raccontare i nuovi servizi sanitari. È questo il modo di parlare alle nuove generazioni?
«Viviamo nell’era digitale, i ragazzi sono sempre con il telefono in mano. Magari un medico non riesce a catturare la loro attenzione, mentre una persona conosciuta attraverso la televisione o i social sì. Io ho voluto mettere la mia popolarità a disposizione degli altri. Non l’ho fatto per promuovere me stessa, ma perché credo che queste nuove opportunità vadano conosciute e utilizzate. L’ho fatto davvero con il cuore»
Vai a tutte le notizie di Vicenza
15 ottobre 2026 ( modifica il 15 ottobre 2026 | 08:45)
© RIPRODUZIONE RISERVATA