Cinquant’anni fa usciva nelle sale “Fantozzi” e niente sarebbe stato più come prima. Ecco perché questa edizione della Coppa Cobram, in programma domenica 31 agosto a Firenze, assume una valenza speciale: nata nel 2017 dopo la morte di Paolo Villaggio per celebrare il ragioniere più tragicamente celebre dello Stivale, la corsa ciclistica intitolata al Visconte Cobram, megadirettore particolarmente temuto dal disgraziato personale della megaditta, stavolta assumerà un sapore unico, proprio per la coincidenza tonda tonda con il mezzo secolo di vita dell’antieroe.
Va però fatta una precisazione importante: il riferimento filmico della III Coppa Cobram Memorial rag. Ugo Fantozzi, da corrersi in divisa rigorosamente fantozziana, cioè nell’outfit improbabile e raccogliticcio dei poveri impiegati immortalati nella pellicola, non va cercato nel primo episodio della saga, anno domini 1975, ma nel terzo, “Fantozzi contro tutti”, uscito nel 1980 dopo il “Secondo tragico Fantozzi” del 1976. La ricostruzione filologica è indispensabile anche per evitare gaffe coi fan del genere, giustamente fedeli fino all’ossessione alla correttezza delle citazioni.
L’INTERVISTA
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Occhio quindi a non sbagliarvi, se avete intenzione di iscrivervi al trofeo. Sul sito della manifestazione coppacobram.net, del resto, oltre ai dettagli sul percorso ci sono le indicazioni necessarie a collocare correttamente antefatti e dettagli della corsa: nel film, tutto nasce dall’arrivo del direttore ereditario Visconte Cobram, un fanatico del ciclismo che impone al personale un radicale cambio di gusti rispetto alla passione per il calcio, ovviamente dominante nell’immaginario fantozziano.
Il film del 1980
Quando si presenta ai suoi sottoposti, il luciferino dirigente – dal titolo “gran mascalzon di gran croc”, secondo l’immaginifico e ipperealistico vocabolario villaggesco – fa un discorsetto programmatico che rende chiaro a tutti ciò che li attende: «Il ciclismo è uno sport sano e alla portata di tutti, contro la vecchiaia e le malattie, MA SOPRATTUTTO conferisce grande lucidità ed efficienza sul lavoro». E così cominciano estenuanti allenamenti – «A Pinerolo!», suggerisce incautamente Fantozzi credendo di dargliela a bere. Alla fine, gli impiegati dovranno sciropparsi settanta chilometri di calvario su due ruote fra tempeste, incidenti e voli fuori strada al tavolo della trattoria Al Curvone. Il nostro ragioniere, debitamente dopato con la “Bomba” (metredina, simpamina, aspirina, franceschina, cocaina e peperoncino di cayenne), vincerà come unico superstite, ma solo per finire la sua gara su un carro funebre.
Gli organizzatori dell’omaggio di Firenze hanno previsto, già da sabato sera, eventi collaterali nello spazio estivo Frida, fra presentazioni di libri, bici e accessori vintage, la celebre Bianchina e cena a con menu a tema: frittatona di cipolle, polpettine Birkermaier e birrone ghiacciato (e chi ha orecchie fantozziane per intendere, intenda). Non mancherà la proiezione di “Fantozzi” – nell’edizione restaurata dalla Cineteca di Bologna – e neanche quella de “La Corazzata Potemkin”, per capire veramente se sia una cagata pazzesca o no. Domenica mattina partenza alle 10 da piazzale Michelangelo verso Piazza Ferrucci per proseguire poi lungo l’Arno, passare accanto a Ponte Vecchio e risalire da Porta Romana lungo la salita verso Piazzale Galileo (già ribattezzata Cima del Diavolo). E che la Coppa Cobram sia con voi.