Quando sembra che la tensione non possa salire ulteriormente, entrano in scena Cisco e Nemorino, con la loro capacità di ribaltare ogni situazione. La spedizione per il brindisi di fine anno prende una piega imprevedibile: Cisco si fa attendere, ma poi sostiene che presentarsi puntuali a un brindisi d’onore sia da sfigati. In macchina, insieme a Max, Mauro e Nemorino, il gruppo finisce coinvolto in una trattativa improbabile con Ignazio, soprannominato il Coregone, imprenditore di fuochi d’artificio. L’obiettivo è procurarsi i botti per la festa, ma tra scarso campo per i cellulari, contrattempi e una macchina che non vuole più saperne di ripartire, la serata prende una direzione completamente diversa.

Gli 883 non arrivano alla festa organizzata per il lancio del loro disco e Max rimedia anche un altro appuntamento mancato con Michela.

Il quadro si completa con gli struzzi che circondano l’auto e i fuochi d’artificio accompagnati da Rock You Like a Hurricane degli Scorpions. Il rock energico e travolgente del celebre brano, scandito da un riff inconfondibile, amplifica il caos della sequenza e trasforma il fallimento della serata in uno spettacolo tanto rocambolesco quanto memorabile.

È una delle sequenze più assurde e divertenti dell’episodio, volutamente sopra le righe, grottesca, spiazzante. Non è una ricostruzione documentaria: come ha spiegato Sydney Sibilia, la serie prende spunto dalla vicenda reale degli 883 e si concede la libertà di immaginare situazioni e pensieri.

L’invenzione funziona quando illumina il carattere dei protagonisti, trasformando una catena di disastri in un racconto sulla distanza fra le ambizioni e la capacità, ancora tutta da costruire, di sostenerle.

 

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