di
Natalia Distefano

L’Istituto addestramento lavoratori dello spettacolo, fondato nel 1962 da Mimmo Del Prete, con un post a sorpresa sui social ha annunciato lo stop immediato delle attività. La notizia ha innescato un’ondata di commenti

L’affitto insostenibile, la mancanza di fondi pubblici, i danni della grave crisi affrontata durante la pandemia di Covid-19 che si trascinano. Mentre i debiti si accumulano e così anche un tempio della formazione nella danza come lo Ials è costretto a fare i conti e prendere decisioni dolorose: «Dopo oltre 50 anni la cooperativa Ials ha cessato la sua attività».

Il post sui social

Niente giri di parole, va dritto al punto il post dai toni pacati ma impietosi pubblicato lunedì scorso sui profili social della storica scuola di danza romana (fondata nel 1962 da Mimmo Del Prete al Flaminio) per dare l’addio ai suoi studenti — vecchi e nuovi —, ai professionisti del settore e a una strada (via Cesare Fracassini) di cui è stata uno dei luoghi identitari per eccellenza. Con quel viavai di ballerini in calzamaglia e scaldamuscoli, la sacca in spalla, i capelli raccolti e la danza nel cuore. Per loro la notizia, del tutto inaspettata, è stata uno choc, scatenando sul web un’ondata di messaggi di solidarietà e amarezza.



















































Rossella Brescia: «Un colpo al cuore»

«Un colpo al cuore — commenta Rossella Brescia —. Frequento lo Ials quasi tutti i giorni e non ho mai avuto sentore della possibile chiusura. Per noi ballerini è un punto di riferimento fondamentale: è lì che ci si incontra, ci si allena, nascono amicizie. È un posto che ti accoglie e può cambiarti la vita. È la nostra “porta dei sogni”, perché è lì che avvengono la maggior parte dei provini per il teatro, la tv e le grandi compagnie di danza. Non è una palestra. È una casa della cultura. Spero si riesca a trovare una soluzione per salvarla».

Chiude lo Ials: «Affitto insostenibile». Dopo 50 anni addio alla celebre scuola di danza al Flaminio. Rossella Brescia: «È la mia porta dei sogni»

Le ragioni della chiusura

Ma le ragioni che hanno spinto la scuola ad abbassare il sipario sono esclusivamente finanziarie. «Niente più supporto pubblico», si spiega nel post, «negli ultimi quattro anni prima sono stati tolti fondi già assegnati, e poi sono stati negati i nuovi per il prossimo triennio». Intanto la gestione della scuola è stata trasferita alla Ials Ssd, «che si è fatta carico della pesante situazione debitoria nata sia dalla gestione delle precedenti amministrazioni con la proprietà dello stabile sia dai due difficilissimi anni del Covid».

Dalla proprietà dello stabile nessun compromesso

Inutile la proposta avanzata alla proprietà dello stabile che ospita lo Ials di «stipulare un nuovo contratto di locazione alle condizioni preesistenti facendosi carico dell’intero debito della cooperativa». Ad oggi, addirittura, nonostante innumerevoli email e tentativi di contatto, dalla proprietà non è arrivata alcun tipo di risposta, «se non la richiesta del pagamento anticipato del debito» e solo successivamente la stipula del contratto. «Ma senza garanzie scritte di ciò — si precisa nel post — questo non è possibile».

Si pensa a una sede alternativa

E senza intesa «al momento è impossibile avviare un nuovo anno didattico», tuona la Ials Ssd che comunque non perde le speranze e fa sapere di aver opzionato una nuova sede alternativa: «però al fine di mantenere gli attuali standard richiederebbe un tempo di allestimento maggiore». E «rammaricata» conclude: «Speriamo di riuscire a comunicarvi nuove notizie al più presto, al fine di non perdere un luogo storico della danza italiana noto internazionalmente».


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26 agosto 2025 ( modifica il 27 agosto 2025 | 13:47)