di
Cesare Giuzzi
Le manifestazioni contro il carovita in altre città erano state un flop, a Milano è scoppiato il caos: centinaia di ragazzi a volto coperto, senza leader, hanno trasformato il corteo in guerriglia. Ci sono i «maranza», ma non solo: come in Francia il comune denominatore è la rabbia. Passaparola e post sui social
Una manifestazione contro il caro benzina, gli stipendi bassi e i servizi negati ai cittadini. Tutti sotto al nome di «Italia in piazza». Eventi che erano già stati organizzati nelle scorse settimane in alcune cittadine lombarde, ma che avevano visto un flop assoluto di partecipazione. Invece a Milano è stato il caos assoluto. Diverse centinaia di manifestanti, slegati dai movimenti politici di destra e sinistra, ragazzi giovanissimi, molti minorenni, mai scesi in piazza prima d’ora.
Poi, ai primi disordini contro la polizia, sono arrivati centinaia di giovani richiamati via social da diverse province lombarde. Giovanissimi incappucciati che hanno rovesciato tavoli, sedie e cestini, utilizzato le recinzioni dei cantieri e i sanpietrini per attaccare le forze dell’ordine. Spaccare tutto, sul modello delle manifestazioni avvenute nei giorni scorsi in Francia, nessuna regola, nessun leader della protesta. In pochi minuti sono stati loro, compresi molti ragazzi di seconda generazione che nel weekend si radunano nel centro di Milano, a prendere la testa dei disordini. Tanti, nel mezzo del caos, si filmavano e filmavano per riversare immagini sui social.
Una protesta violentissima improvvisata, ma anche evidentemente organizzata visto che i manifestanti avevano decine di fumogeni e bombe carta. Ragazzini con il volto coperto dai cappucci e dagli scalda collo, con tuta e scarpe da tennis, in mezzo anche molte ragazze. Il look dei cosiddetti «maranza». Una guerriglia mai vista in tempi recenti a Milano se non, in parte, negli scontri avvenuti un anno fa in stazione centrale al termine di un corteo studentesco. Una manifestazione che si è subito trasformata in una caccia agli agenti, senza indietreggiare neppure davanti ai lacrimogeni.
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All’inizio della manifestazione anche tanti tricolori, uniti a qualche bandiera dei paesi di provenienza, come quella albanese. Alcuni dei ragazzi presenti in piazza arrivano da Varese, dall’hinterland di Milano. TikTok e i social utilizzati come richiamo, le immagini delle proteste andate in scena delle scorse settimane nel resto d’Europa come modello. All’inizio della manifestazione erano presenti anche ragazzi di qualche collettivo studentesco che si sono subito sfilati. E anzi sono stati loro i primi a prendere le distanze dai manifestanti proprio per aver trasformato un’occasione di protesta politica in una guerriglia totale.
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17 ottobre 2026 ( modifica il 17 ottobre 2026 | 22:17)
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