Taranto torna a Vivere, in corteo migliaia di persone: «Chiudere l’ex Ilva». Tra i presenti il cantante Diodato
La manifestazione promossa da Onda del Futuro per difendere salute e ambiente. In testa al corteo le croci con i nomi delle persone scomparse e uno striscione con il volto dell’indimenticato operaio, attivista e politico Massimo Battista. Allontanato dalla testa della manifestazione il sen. Turco, vicepresidente dei 5stelle. Ha seguito il corteo nella parte finale

È partito intorno alle 17.15 il corteo “Taranto torna a Vivere”, promosso dal movimento Onda del Futuro per chiedere la chiusura dell’ex Ilva e rilanciare le battaglie per la tutela della salute e dell’ambiente. Secondo una prima stima degli organizzatori sono circa 10mila le persone scese in strada, in una manifestazione che si è protratta sino a tarda sera in piazza Immacolata, punto d’arrivo, raggiunto intorno alle 19.40. Si è registrata anche una sosta in piazza Municipio, dove sono stati posizionati degli striscioni.
Ad aprire il corteo, le croci con i nomi di padri, mariti e figli scomparsi, simbolo del dolore di tante famiglie tarantine e della richiesta di un futuro diverso per la città.
La mobilitazione si tiene a tre giorni dall’udienza del 20 ottobre in Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sui ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia in As e Ilva in As contro il fermo dell’area a caldo disposto dalla Corte d’Appello di Milano.
La polemica sui numeri
Le immagini parlano chiaro, la partecipazione è stata molto alta, tuttavia dietro la schermo c’è chi grida al complotto sui numeri. C’è chi assicura di aver visto 30mila persone, chi 50mila, chi persino si sbilancia sulle 80mila, numeri che francamente appaiono esagerati. A suscitare interesse dovrebbe essere, piuttosto, l’importante segnale di cittadinanza attiva e consapevole lanciato dalla manifestazione.
Dall’ex Ilva al fiume Tara
Al centro della protesta c’è la richiesta di chiusura dello stabilimento siderurgico, ma la mobilitazione punta i riflettori anche sulle altre emergenze del territorio: dalla difesa del fiume Tara rispetto al progetto del dissalatore all’impatto delle attività di Eni, fino alle questioni legate alla giustizia sociale e ambientale.

Arte, testimonianze e partecipazione
Gli organizzatori hanno promosso una «Chiamata alle Arti e alla Parola», con musica, performance artistiche e testimonianze lungo il percorso. Previsti anche momenti a microfono aperto, con interventi della durata massima di tre minuti, per consentire ai cittadini di raccontare esperienze e battaglie legate al territorio.
Onda del Futuro ha definito l’iniziativa una mobilitazione civica, libera da appartenenze e rappresentanze partitiche, prendendo le distanze dalle organizzazioni sindacali favorevoli alla continuità produttiva del polo siderurgico. Resta aperta, invece, la partecipazione individuale di chi condivide la richiesta di chiusura della fabbrica.
Il corteo si propone così di riportare al centro del dibattito pubblico il futuro di Taranto, tra emergenza sanitaria, tutela ambientale e rivendicazione del diritto a vivere in una città più sicura e sostenibile.
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