Milano come Parigi, con un secondo round di devastante guerriglia urbana dopo i già durissimi disordini di ieri: anche oggi in strada centinaia di giovanissimi che si sono dati prima appuntamento in piazza Duomo per poi spostarsi in un clima di forte tensione in via Torino. A farne le spese, travolti dalla furia vandalica dei giovani, diverse vetrine dei negozi, molti dei quali saccheggiati, la segnaletica divelta, i cestini della spazzatura usati come proiettili e i tavoli dei bar all’aperto distrutti dalla violenza dei ragazzi. Molti i negozi che hanno abbassato le saracinesche. Intanto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per domani una riunione dedicata ai temi dell’ordine pubblico, alla luce degli scontri di questi giorni.
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Nuovi scontri e saccheggi anche a Parigi, vicino a Place de la République, dove sono stati mobilitati gli agenti anti-sommossa.
Nel giorno dopo gli scontri durante il corteo contro il carovita, a Milano centinaia di giovani, divisi in piccoli gruppi di 10 o 20, in prevalenza vestiti di nero e alcuni con il volto coperto, si sono radunati nella piazza del Duomo, distribuendosi anche per le vie del centro. Dopo un fitto lancio di pietre e petardi, tra il Palazzo reale e il sagrato, la tensione si è poi spostata in galleria.
Centro storico in stato d’assedio
In Galleria Vittorio Emanuele II già teatro, ieri, di tafferugli e disordini, alcuni dei più famosi bar di Milano hanno chiuso e smontato i dehors per timore che si ripetano i problemi e i vandalismi registrati ieri. Via i tavolini ma anche le paratie di vetro, i separé e gli arredi. Così Biffi e Savini, così come il Camparino e Cracco. All’interno, camerieri e titolari hanno seguito con apprensione l’evolversi della situazione in piazza Duomo. La Polizia ha piazzato dei furgoni e dei cordoni di agenti in tenuta antisommossa per proteggerne l’ingresso del salotto buono della città.
Gli scontri hanno anche indotto la Fabbrica del Duomo a disporre la chiusura anticipata della Cattedrale alle visite dei turisti. Si sono svolte regolarmente invece tutte le celebrazioni, inclusa la messa terminata alle 18,30 quando i fedeli sono stati fatti uscire dalla porta laterale della cattedrale. Chiusa, per precauzione, la fermata della metropolitana Duomo.
