di
Giuliano Duchessa
Ad Austin debutta l’ultimo grande aggiornamento della Rossa: un fondo inedito progettato per avere maggiore aderenza
Come programmato da tempo e in perfetto orario, la Ferrari prepara per Austin il quarto e ultimo grande aggiornamento della SF-26. Un intervento per migliorare il rendimento nelle gare conclusive, mentre a Maranello l’attenzione si sposta sempre più sulla monoposto del 2027.
Le modifiche comprenderanno pance leggermente più rastremate, ma soprattutto un fondo progettato ex novo per generare più deportanza. È questo l’elemento centrale del pacchetto, dal quale gli ingegneri si aspettano un passo avanti nella velocità in curva. Non sono invece attesi interventi sull’ala anteriore.
In cerca di equilibrio
La maggiore aderenza dovrà però accompagnarsi a un comportamento prevedibile. I tecnici sono all’erta: aumentare il carico non garantisce automaticamente di andare più forte, se poi diventa difficile trovare il giusto equilibrio tra avantreno e retrotreno. Alla concorrenza è già capitato di introdurre aggiornamenti promettenti nei dati, incontrando poi difficoltà nel bilanciare la macchina in pista.
La Ferrari dovrà quindi capire rapidamente come sfruttare il nuovo fondo, verificando che il guadagno non si accompagni a una maggiore sensibilità alle regolazioni o a una gestione più complicata delle gomme. Il rischio di un passo falso esiste soprattutto quando si interviene su un’area così determinante per il comportamento dell’intera vettura.
Quanto conta il motore in Texas
Austin rappresenta, almeno sulla carta, un’occasione importante per valorizzare le qualità della SF-26, in particolare nel primo e nel terzo settore. I curvoni possono aiutare la Rossa anche a contenere il peso del divario motoristico: mantenere una velocità elevata in percorrenza significa doverne recuperare meno in accelerazione, riducendo la richiesta di energia rispetto agli avversari con le migliori power unit.
Il lungo rettilineo del secondo settore resterà impegnativo, ma il disegno complessivo del circuito offre motivi per guardare alla trasferta con un certo interesse. Allargando lo sguardo al finale di campionato: Austin, Brasile e Qatar, sempre che in Medio Oriente si corra, sembrano gli appuntamenti potenzialmente più favorevoli alla Ferrari, nei quali le qualità della monoposto potrebbero trovare maggiore spazio.
La successiva gara in Messico potrebbe invece presentare maggiori difficoltà. L’altitudine complica sia la ricerca di aderenza sia lo smaltimento del calore. Sono comunque previsti accorgimenti specifici, con i consueti grandi sfoghi di raffreddamento necessari per affrontare queste condizioni.
La gestione delle temperature sarà anche uno dei temi centrali del progetto 679. La Ferrari del 2027 avrà un nuovo schema di raffreddamento, una revisione che influenzerà le forme della carrozzeria e sta offrendo agli aerodinamici nuove possibilità nel design.
Austin sarà dunque un passaggio importante per il finale della SF-26: l’ultimo grande tentativo di estrarre prestazione dalla vettura attuale, prima di concentrare definitivamente lo sguardo sulla prossima stagione.
L’incognita Imola sul finale del Mondiale
Il weekend texano potrebbe però avere un significato ancora più grande per Kimi Antonelli, mentre ha il primo match point per diventare campione del mondo di Formula 1 a soli vent’anni. Lui non ci pensa. Chiudere già i conti appare molto difficile ma, dopo quello che ha fatto finora, nulla è impossibile.
Sulla corsa al titolo pesa anche l’incertezza del calendario. Qatar e Abu Dhabi rimangono in programma, mentre Imola si prepara come alternativa: il circuito sarà pronto a ospitare la Formula 1 in qualunque momento. Se non sarà necessario ricorrere alla tappa italiana, significherà che la situazione in Medio Oriente si sarà almeno stabilizzata, consentendo lo svolgimento degli appuntamenti previsti. In quel caso, gli organizzatori di Imola riceveranno un indennizzo per i preparativi tuttora in corso.
20 ottobre 2026 ( modifica il 20 ottobre 2026 | 11:47)
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