di
Raffaella Forin

Era il modello di una statua equestre commissionata da Ferdinando I di Borbone. Dal 12 dicembre si potrà ammirarare nella sua collocazione definitiva. Il sindaco: «Simbolo di un patrimonio di tutti»

Il Cavallo colossale di Antonio Canova torna a casa. Dopo il complesso e spettacolare intervento di assemblaggio dei numerosi pezzi in cui era stato sezionato e il restauro generale, la monumentale opera è pronta per ritornare nel Museo civico di Bassano del Grappa dove per quasi sessanta anni è rimasta, sezionata, nei depositi. Esposto di recente alle Gallerie d’Italia di Milano, il cavallo è atteso nella sua città tra una settimana esatta, martedì 27, trasportato in dieci casse contenenti altrettanti pezzi. Dal 12 dicembre potrà essere ammirato dal pubblico nella sua collocazione definitiva, all’interno dell’Ottagono del Museo, di fianco alle collezioni canoviane.

Cinque metri e quattro tonnellate

Alto quasi cinque metri, quattro tonnellate di peso, è stato necessario rinforzare i solai della sua nuova, definitiva, sede. «Un’opera unica al mondo, destinata diventare un nuovo simbolo del nostro patrimonio artistico e culturale», è stato il commento di Nicola Finco, sindaco di Bassano. Tra gli ultimi lavori dell’artista di Possagno, il modello in gesso dipinto in finto bronzo torna quindi a risplendere dopo un lavoro certosino che ha visto l’impiego di tecnologie all’avanguardia, sintesi della collaborazione tra pubblico e privato. L’intervento si è svolto nel laboratorio padovano di Passerella Restauri srl che ha lavorato in associazione temporanea d’impresa con lo Studio R.S. Ingegneria.



















































La statua equestre del re di Napoli

L’opera fu realizzata da Canova tra il 1819 e il 1821 come modello per una scultura equestre in bronzo commissionata dal re di Napoli Ferdinando I di Borbone, ma rimase incompiuta a causa della morte dello scultore avvenuta nel 1822. In seguito, fu donato da Giambattista Sartori Canova, fratello dell’artista, al museo bassanese dove rimase esposto fino alla fine degli anni Sessanta, quando, per alcuni lavori strutturali, si decise di trasferirlo nei depositi sezionandolo in varie parti. Il suo recupero è stato possibile attraverso una collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, nell’ambito del progetto Restituzioni, di Venice in Peril Fund. «La sua restituzione non riguarda soltanto Bassano, ma rappresenta il simbolo di un patrimonio che torna a disposizione dell’intera collettività, dei cittadini e dei visitatori che arriveranno da ogni parte del mondo — hanno osservato Finco e l’assessora comunale alla Cultura Giada Pontarollo —. Un’operazione complessa, ma capace di dare ulteriore prestigio alla nostra città e a rafforzarne l’attrattività».

«Un momento storico»

Il rientro del Cavallo colossale richiederà un’imponente operazione logistica per lo scarico delle grandi casse. Dal 28 ottobre inizieranno le delicate operazioni di preparazione degli spazi e di movimentazione e sollevamento dei singoli elementi dell’opera al piano nobile del Museo con l’installazione di strutture provvisionali e di speciali sistemi di sollevamento. I lavori si protrarranno per circa un mese e comporteranno la chiusura temporanea delle sale museali del piano nobile per ragioni di sicurezza. «Ci prepariamo a vivere un momento storico — ha spiegato la direttrice dei Musei civici Barbara Guidi —. Era il 9 novembre 1849 quando il Cavallo giunse per la prima volta a Bassano da Possagno, suddiviso in diciotto pezzi e trasportato su carri. Oggi, a oltre centosettanta anni di distanza, affrontiamo una sfida simile, con operazioni di movimentazione estremamente delicate. Il Cavallo troverà il suo posto d’onore nell’Ottagono del piano nobile del Museo, e sarà valorizzato grazie ad un allestimento pensato per la sua monumentalità e per raccontarne la straordinaria storia».


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20 ottobre 2026 ( modifica il 20 ottobre 2026 | 18:43)