di
Salvatore Riggio
Il fratello dell’ex calciatore dell’Inter ospite a “Verissimo”: «Di punto in bianco ti trovi ad affrontare grosse spese, con il respiratore non posso prendere un volo normale. Mi scrivono persone e mi dicono che sono un esempio per loro: questo è il significato della vita»
«Non programmi: vivi e sorridi. La vita è anche questo. Si può soffrire, ma con il sorriso. E si va avanti». Con queste parole Matteo Materazzi – fratello dell’ex difensore di Inter e Nazionale, Marco – ha aperto il suo cuore a «Verissimo», nel salotto di Silvia Toffanin. Accanto a lui la moglie Maura Soldati. Nel settembre 2024 gli è stata diagnostica la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, preceduta da mesi nei quali corsa e allenamenti si facevano poco alla volta più faticosi. Marco ha voluto condividere l’esperienza vissuta negli Stati Uniti, dove si è trattenuto per un mese e mezzo con lo scopo di accedere a una cura d’avanguardia: «Ti assicuro che non è semplice», ha ammesso raccontando la complessità del percorso per rientrare nel trial scientifico: «Ci abbiamo messo un anno».
Matteo Materazzi: «Costi enormi, io e Marco legati per sempre»
I primi riscontri, fortunatamente, offrono un motivo di speranza: «Abbiamo visto un rallentamento nella progressione della malattia, ma non vogliamo dare false speranze a nessuno. Sono le cure del futuro, personalizzate». Un primato mondiale condiviso con un solo altro paziente, un traguardo che ha spinto Toffanin a definirlo affettuosamente «Campione del mondo». I costi e le difficoltà logistiche restano tuttavia enormi: «Di punto in bianco ti trovi ad affrontare costi enormi perché con un respiratore non puoi prendere un volo normale. Un volo ambulanza costa 350mila euro», ha spiegato. Una battaglia economica e umana affrontata con grande generosità: «Ho usato il mio nome per poter portare qualcosa di importante qui in Italia. È stato faticoso. Mi scrivono persone e mi dicono che sono un esempio per loro. Questo è il significato della vita. L’importante è aiutare la gente». Nel corso della chiacchierata c’è stato spazio anche per i ricordi di famiglia e per il legame speciale con il fratello Marco, segnato dalla perdita precoce della madre: «Le nostre vite sono state spesso parallele, non si sono mai incrociate molto, ma sapevo che lui c’era. Perdere una mamma da piccolo ti lascia il segno e insieme a lui ce l’abbiamo fatta. Per tutta la vita saremo sempre legati».
Quell’antico e prematuro dolore ha convinto la coppia ad adottare la massima trasparenza con i propri figli: «Ecco perché abbiamo scelto di raccontare tutto ai nostri figli e di affrontarlo insieme». Un percorso quotidiano non privo di ostacoli, come ha chiarito Maura: «All’inizio non capiscono bene. Il più grande fatica ad accettare che il papà stia male: per lui era un uomo forte. Il piccolo è più pragmatico e affronta la situazione in modo diverso, ma resta comunque un dolore». Infine, un pensiero colmo di gratitudine è andato a un amore che dura da 30 anni, fatto di complicità, passione e momenti accesi: «Penso che un rapporto diventi piatto col tempo, invece il nostro è sempre stato intenso. Mi ha anche cacciato di casa, ma alla fine lei ha avuto la forza di farmi tornare».
26 ottobre 2026
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