di
Marianna Peluso
Treviso, Marika Bortolin ha 40 anni e oggi ammette che in cucina era una frana. «Adesso invece propongo ricette per tutti»
Quattordici anni fa non sapeva preparare neppure il ragù. Oggi quasi 130 mila persone seguono su Facebook le ricette di Marika Bortolin e le prime 150 copie del suo libro, stampato senza una casa editrice, sono praticamente esaurite. In mezzo ci sono due figli, migliaia di piatti provati nella cucina di casa e un sogno rimasto per anni nella testa: raccogliere tutto in un volume vero, da sfogliare e tenere tra le mani.
Il cambio vita
Bortolin ha 40 anni, è originaria di Tamai di Brugnera, nel Pordenonese, e da sedici vive a San Polo di Piave, nel Trevigiano. La cucina, però, non era nei suoi programmi. «Io non sapevo cucinare. Facevo una pasta, le cose semplici. Non sapevo neanche fare il ragù». All’epoca lavorava come operaia. «Avevo appena cambiato paese, avevo trovato un nuovo lavoro, ma dopo circa nove mesi il contratto è scaduto e non me l’hanno rinnovato». Poco dopo arriva la prima figlia. «Ho scelto di restare a casa e mi sono chiesta: “Adesso cosa faccio?”. Mi sono messa in cucina». È lì che comincia la storia di “In cucina con Marika”.
La pagina Facebook
Tra il 2012 e il 2013 apre una pagina Facebook e inizia a pubblicare quello che prepara. Negli anni la pagina cresce fino a sfiorare i 130 mila follower, mentre Bortolin impara, impasta, ritenta. A darle le prime soddisfazioni sono i dolci, « anche se i macaron mi hanno fatto impazzire: al primo tentativo venivano malissimo. Ho studiato, cercato gli errori, provato e riprovato per anni. Adesso li faccio a occhi chiusi». La sperimentazione non si è fermata lì: dai dessert di “frutta realistica”, con guscio croccante e mousse all’interno, alle ricette pensate per i figli. «Facevo gli gnocchi a forma di dinosauro, poi quelli di Minecraft. Pensavo: magari così li assaggiano. Mi è sempre piaciuto trovare un modo per avvicinare i bambini al cibo divertendoli».
Il libro a 40 anni
Intanto le ricette pubblicate su Facebook diventano centinaia. E proprio quella mole di contenuti, a un certo punto, fa riemergere un progetto che Bortolin coltivava da anni. «Avevo sempre avuto il sogno di scrivere un libro di ricette, ma non sapevo da dove partire. In più, ero stanca di aprire Facebook per cercare una mia ricetta: scorrevo, scorrevo e non la trovavo più. Mi sono detta: voglio avere un libro, aprirlo e trovare tutto lì». La decisione di passare dalle parole ai fatti arriva alla vigilia dei quarant’anni. «L’anno scorso ho pensato: “Il prossimo anno faccio 40 anni, adesso mi metto d’impegno”». Senza editore, costruisce il progetto partendo dal materiale accumulato in più di un decennio: seleziona le ricette, scrive i testi, realizza le fotografie e lavora alla struttura e alla copertina, affidandosi poi a una grafica per arrivare alla stampa. «Non sono del mestiere, non sapevo come si facesse. Ma quando ho avuto il libro in mano ho pensato: “Cavolo, ce l’ho fatta”». La prima tiratura, 150 copie, è uscita a fine maggio ed è stata messa in vendita anche nella floricoltura di San Polo di Piave dove oggi Bortolin lavora insieme al marito. «Sono rimaste pochissime copie. Mi hanno scritto in tantissimi e mi dispiace non riuscire ad accontentare tutti». Ora sta preparando una nuova edizione con oltre 250 ricette e vorrebbe trovare una casa editrice. «Le ricette non mi mancano, ne ho tantissime. Vorrei fare un libro ancora più ricco». Con una regola ferrea: piatti accessibili e capaci di incuriosire anche i più piccoli. «Una mamma mi ha scritto che suo figlio aveva visto il libro, lo voleva e si divertiva già solo a sfogliarlo. Per me è una soddisfazione enorme».
L’incontro con Alessandro Borghese
A darle una spinta in più, poi, è arrivato anche un incontro inatteso. A giugno, a Caorle, durante le riprese di “4 Ristoranti”, ha incontrato Alessandro Borghese. «Avevo per caso una copia in borsa. Lui l’ha sfogliata, mi ha detto: “Molto carino e interessante” e poi me l’ha autografata: “Marika, un bacione dal tuo amico chef Alessandro Borghese”. Mi sono emozionata». Ma il traguardo, per lei, resta soprattutto quello inseguito per quindici anni. «Continuavo a pensare: “Non ce la farò mai”. Adesso quel libro ce l’ho davvero. E se qualcuno ha un sogno e pensa di non riuscirci, magari può guardare questa storia e dirsi: “Forse posso farlo anch’io”».
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26 ottobre 2026
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