di
Giuliano Duchessa

Zandvoort sarà un test severo per la Ferrari, lontana in classifica eppure in crescita. Il direttore tecnico Serra è già impegnato a pieno regime sul 2026

A dieci gare dalla fine il Mondiale di F1 può contare sulla battaglia per il titolo piloti come un fatto tra i piloti McLaren. Verstappen è staccato di quasi 100 punti da Piastri, la sua media non gli consente di sperare perché è poco sopra i 13 punti a gara, contro i 20 dei McLaren. La Red Bull che funziona è quella olandese ma solo se ci sono molte curve medie e veloci, e questo lo costringe a dover limitare i danni spesso.

Aggiornamenti finiti quasi per tutti

Da Zandvoort gli avversari sono relegati a sperare in qualche vittoria di tappa o che il duello interno al team di Andrea Stella si accenda sul serio per approfittare di qualche chance. La McLaren ha tutto sotto controllo, l’auto funziona ovunque, gli aggiornamenti veri sono finiti per tutti tranne alcune eccezioni di certi team da centro classifica (Haas e Sauber porteranno ancora alcuni pezzi da performance) che possono ottenere relativamente molti soldi nel piazzamento costruttori con eventuali guizzi dell’ultimo momento. Ironia della sorte la Williams è il team che ha speso meno per il 2025 e può ancora difendere un eccellente quinto posto.



















































Piastri-Norris, la rivalità si accenderà?

Non c’è ancora una una grande rivalità tra Norris e Piastri in termini di cattiveria in pista, tuttavia se il divario resterà stretto il vantaggio la McLaren potrebbe dare ai piloti delle ragioni per diventare più duri nel combattimento,  in palio c’è il Mondiale piloti che manca dal 2008 (Hamilton). 

Ferrari, la strada per sbloccare la vittoria

La Ferrari è la prima inseguitrice ma a una distanza troppo grande, Leclerc e Hamilton sono quinto e sesto in classifica. Dieci gare per tornare almeno a vincere se la modifica alla sospensione produrrà prestazioni più adeguate. Da Silverstone ci sono alcuni segnali che la SF-25 possa avere un trend meno negativo nella seconda parte di stagione, a certe condizioni. «Dobbiamo riuscire mettere tutto insieme» ripete Vasseur. Leclerc in Ungheria ha avuto il controllo della corsa per metà gara poi il crollo misterioso. Alcune delle spiegazioni su cosa è avvenuto sono già note: taglio di potenza a scopo precauzionale (da mezzo secondo), l’incidenza del carico anteriore, ma soprattutto l’aumento delle pressioni per controllare le altezze e la gestione forse imperfetta del differenziale tra uno stint e l’altro. Una somma di cose che non spiegano ancora del tutto la caduta di prestazione fino a 2” secondi al giro da Norris, qualcosa di totalmente inatteso dagli ingegneri.

Aiutare Hamilton, ecco come

La monoposto n.16 non ha avuto problemi alla verifica dell’integrità della tavola sotto il fondo, nessun danno al telaio dopo lo scanner come invece lasciava supporre a caldo la perdita di bilanciamento tuttavia la monoposto è attesa a una verifica in pista con una certa attenzione a quello che dirà Leclerc nelle prove libere del Gp d’Olanda. Dall’altro lato del box nonostante la prima di parte di stagione povera di risultati, alcuni indicatori mostrano che Lewis Hamilton appare teoricamente un po’ più vicino a poter usare l’auto in una finestra migliore dopo alcune modifiche ottenute nelle impostazioni e nell’approccio. Sebbene l’ala da massimo carico scelta da Lewis in Ungheria non fosse la strada giusta, il team conta di vedere presto delle scelte migliori per ottimizzare gli sforzi di avvicinare le sue preferenze alla SF-25. In Olanda entrambi i piloti dovrebbero usare l’ala di Leclerc nella versione Ungheria.

L’aerodinamica per la Rossa 2026

Alle ripresa dopo la pausa estiva i lavori alla veste aerodinamica entrano nel vivo sotto la direzione di Diego Tondi in conseguenza di alcune modifiche al disegno del front end. Le prossime auto saranno totalmente nuove.
Il direttore tecnico Loic Serra ha definito una linea diversa per la sua prima vera Ferrari: una specie di rivoluzione al disegno delle sospensioni che detta l’impostazione di tutta la monoposto. Considerando per esempio una diversa e più contenuta deformazione sotto carico in sterzata delle nuove gomme anteriori. Questo può non essere un caso visto che proprio le sospensioni sono state un limite delle ultime Rosse. Il lavoro procede per integrare certe forme alla ricerca di un carico più efficiente e alle caratteristiche inedite» della futura power unit. Per la Ferrari il 2026 sarà la grande scommessa.

29 agosto 2025