Leclerc inquieto, la ripresa inizia in salita. Antonelli male, Verstappen sbaglia alla fine. Norris inavvicinabile
(di Daniele Sparisci, inviato a Zandvoort) A Zandvoort, senza la pioggia (prevista per tutto il fine settimana) la Formula 1 riparte da una certezza dopo la pausa estiva: le McLaren vanno forte ovunque, Norris ha cominciato forte ed è davanti a Piastri. Il resto è tutto da capire, si rivede una buona Aston Martin con Stroll e Alonso dietro ai papaya.
La Ferrari o è sparita dietro delle dune o si è nascosta privilegiando il lavoro di comprensione dei «banking», le curve sopraelevate che tanta preoccupazione danno per il tema mai risolto delle altezze da terra. Ma su questo «pistino» tortuoso e tecnico, dove superare è difficile, la posizione di partenza è importantissima, lo aveva detto anche Vasseur alla vigilia.
Leclerc ha chiuso addirittura 14° davanti a Hamilton, sul giro da qualifica non hanno mai trovato il ritmo. Al punto che a un certo punto Charles è sbottato via radio: «Concetriamoci sul lavoro che stiamo facendo perché siamo lontanissimi, siamo lontani anni luce». Parole che suonano come un allarme, seppur di fronte a dati promettenti sul ritmo gara. Ma se parti dietro in Olanda serve a poco, è un film già visto. Era importante avere riscontri da subito sull’asciutto ma non sono arrivati. C’è chi sta peggio, Kimi Antonelli, un altro chiamato a riscattarsi.
Dopo 6 giri è finito nella ghiaia, ha buttato via un’intera sessione nel momento in cui aveva più bisogno di accumulare fiducia e chilometri. Anche Verstappen è finito nella sabbia, ma alla fine mentre provava la partenza. Un errore raro per il quattro volte campione del mondo in difficoltà sulla pista di casa, ma comunque capace di strappare un sesto crono davanti a Russell.