Insomma, tutto procede a gonfie vele, nonostante la situazione internazionale non sia certo delle migliori. “Non siamo preoccupati ma siamo attenti. Saremmo stolti se non osservassimo con attenzione quello che succede intorno a noi, ma non vediamo un impatto dalla situazione geopolitica né sul lato domanda, anzi il portafoglio ordini continua ad andare avanti, né sul lato supply chain”, ha detto Vigna.
Del resto, sono proprio i dati trimestrali a sostenere le affermazioni dell’ad. La Ferrari, infatti, si è dimostrata ancora una volta una macchina da utili senza pari nel panorama automobilistico globale. In particolare, le consegne del terzo trimestre sono calate da 3.401 a 3.368 unità. Durante il periodo sono aumentate le vendite di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider e Purosangue, mentre è proseguita l’accelerazione delle consegne della 849 Testarossa e della 296 Speciale Aperta e sono iniziate quelle della 849 Testarossa Spider. La Roma Spider, la 296 GTS e la famiglia SF90 XX sono, invece, uscite di produzione e le consegne della F80 sono proseguite in linea con i piani.
L’arricchimento del mix di prodotto, legato soprattutto all’hypercar, e il maggiore contributo delle personalizzazioni hanno quindi spinto i ricavi a crescere del 7% a 1,896 miliardi di euro (+10% a cambi costanti) e hanno annullato l’effetto dei maggiori ammortamenti determinati dall’avvio produttivo di nuovi modelli come la 12Cilindri Manuale e dall’aumento delle spese di marketing. Di conseguenza, il margine operativo lordo è cresciuto del 12% a 753 milioni (+20% a cambi costanti), per un’incidenza sul fatturato di ben il 39,7% (era al 37,9% un anno fa).
L’utile operativo è quindi migliorato del 12% a 563 milioni (+23% a cambi costanti) e il relativo margine dal 28,4% al 29,7%, mentre i profitti sono balzati del 13% a 431 milioni, per un utile per azione di 2,44 euro (2,14 un anno fa). La Ferrari conferma anche una forte capacità di generare cassa: il Free Cash Flow delle attività industriali è aumentato del 43% a 567 milioni, nonostante spese in conto capitale aumentate a 226 milioni. Inoltre, la posizione finanziaria netta presenta un saldo positivo per 219 milioni, a fronte del debito per 131 milioni al 30 giugno.