Sempre a dicembre sarà votata un’altra posizione negoziale, quella sulle modalità per accelerare la quota di veicoli a zero o basse emissioni nelle flotte aziendali. In questo caso hanno votato congiuntamente due commissioni, Trasporti e Ambiente.
La bozza di regolamento, approvata con 89 voti favorevoli, 29 contrari e quattro astensioni, riguarda auto e furgoni aziendali immatricolati da grandi imprese nei Paesi dell’UE con più di 250 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro. Non si applica ai mezzi speciali, come quelli utilizzati dalla protezione civile, dalle forze di polizia o dai militari.
I deputati chiedono che il regolamento stabilisca obiettivi ambiziosi per ciascuno Stato membro dell’UE in merito alla quota di veicoli a zero o basse emissioni nelle nuove immatricolazioni aziendali, da raggiungere entro il 2030 e il 2035, con percentuali comprese tra il 67% e il 95%.
A titolo di esempio, la proposta della Commissione prevedeva per il 2035 quote obbligatorie dal 56% al 95% solo per i veicoli a zero emissioni.
Le commissioni hanno anche proposto di concedere ai governi la libertà di determinare la combinazione più appropriata di misure di sostegno e agevolazioni necessarie per raggiungere tali obiettivi, tra cui tariffe di pedaggio stradale più favorevoli e il miglioramento delle infrastrutture di ricarica. A ciascun Paese viene poi chiesto di “elaborare, attuare e aggiornare periodicamente, entro il 2028, piani nazionali per l’adozione di veicoli aziendali a zero o basse emissioni”, comprensivi di “valutazioni sull’andamento del mercato, sui regimi fiscali, sulle politiche e sulle misure adottate”.
I deputati auspicano inoltre che la Commissione pubblichi linee guida UE che “elenchino e valutino le migliori prassi, tenendo conto delle specifiche caratteristiche operative, tecniche ed economiche delle flotte aziendali” e che, a partire dal 2032, i vari Paesi non forniscano “alcun sostegno finanziario per auto e furgoni aziendali, ad eccezione di quelli a zero o basse emissioni”.
Inoltre, qualsiasi incentivo dovrà essere concesso solo a mezzi “prodotti nell’Unione europea”, secondo il principio “che sarà definito nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act” (IAA).