di Camilla Sernagiotto

Protagoniste della pellicola di Giuseppe Carrieri, sono Cristina Bowerman, Martina Caruso, Caterina Ceraudo, Antonia Klugmann e Valeria Piccini

Alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia debutta La quinta stagione, docufilm che racconta l’alta cucina italiana attraverso le vite di cinque chef donne stellate: Cristina Bowerman, Martina Caruso, Caterina Ceraudo, Antonia Klugmann e Valeria Piccini. Un viaggio emotivo e visivo che  accompagna lo spettatore da Nord e Sud del Bel Paese, svelando il tempo, la creatività e le scelte che rendono unico ogni piatto.

Ideato da Paola Valeria Jovinelli, diretto da Giuseppe Carrieri e prodotto da Fondazione Arte del Convivio con IULMovie LAB, La quinta stagione sarà presentato in anteprima il 2 settembre 2025, alle ore 18, in Sala Laguna, durante la 22ª edizione delle Giornate degli Autori dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia. Attraverso la voce narrante dell’attrice Isabella Ragonese, le chef si raccontano senza filtri, esplorando non tanto i piatti ma il mondo emotivo e creativo che ne precede la creazione. Quel che viene messo in luce è un tempo sospeso fatto di gesti, memorie, scelte e legame con il territorio, mostrando come l’atto culinario nasca da riflessione, passione e coraggio.



















































Le protagoniste e i territori

Le cinque chef raccontano percorsi diversi, legati ciascuno al proprio territorio e alla propria esperienza. Caterina Ceraudo, una stella Michelin al ristorante «Dattilo» di Strongoli (Crotone), lavora nella tenuta agricola di famiglia, in costante dialogo con il paesaggio calabrese. Martina Caruso, una stella Michelin al «Signum» di Salina (Messina), grazie alla sua insegna ha trasformato la sua isola in un punto di riferimento gastronomico, mentre Valeria Piccini, due stelle Michelin al «Da Caino» di Montemerano (Grosseto), incarna la Toscana autentica, fatta di radici contadine e gesti tramandati. Antonia Klugmann, una stella Michelin a «L’Argine a Vencò» di Dolegna del Collio (Gorizia), lavora in un luogo di confine dove natura e riflessione si influenzano reciprocamente. Cristina Bowerman, una stella Michelin alla «Glass Hostaria» di Roma, ha sviluppato invece una cucina aperta e multiculturale nel cuore di Trastevere. Storie diverse, da cui però emerge allo stesso modo la capacità di liberarsi da schemi predefiniti, raccontando la cucina come atto creativo e libero.

Il racconto visivo e la poetica della cucina

Il risultato dell’intreccio di questi spaccati di vita è un susseguirsi di interviste, gesti quotidiani e immagini di case, giardini e strade, senza scenografie artificiali né ricette in mostra. Paola Valeria Jovinelli sottolinea che le riprese hanno rappresentato «un viaggio intimo tra paesaggi, stagioni e stati d’animo, entrando nelle vite delle chef, un privilegio raro». Il regista Giuseppe Carrieri definisce il film «un racconto che attraversa luoghi e sensazioni, evocando la cucina come dimensione lirica del gesto e della possibilità».

29 agosto 2025