La squadra avrà l’occasione di parlarsi a quattr’occhi, nel frattempo il club riflette


Antonio Giordano

Collaboratore

5 novembre (modifica il 6 novembre | 00:05) – MILANO

Con la testa tra le nuvole – aereo partito poco dopo mezzogiorno da Porto, arrivo previsto intorno alle quindici a Salerno – Massimiliano Allegri s’è accomodato nel proprio seggiolino, si è portato appresso i pensieri di questi quattro mesi napoletani, ed ha rivisto il film dell’horror sugli ultimi 30′ delle sue partite sintetizzato dal 4-1 di ieri sera. C’è un aspetto inquietante e statisticamente già sottolineato, proprio alla vigilia di quest’altra partita: a un certo punto, il Napoli si sgonfia. E sarà questione di testa o di gambe – o di testa e di gambe assieme – ma fatalmente, puntualmente succede. E ora, restano le cicatrici e la solitudine, o la compagnia degli amici e dello staff, perché così va la vita, nel calcio. 

IN RITIRO—  

Per cominciare, da domani sera si va in ritiro, così se proprio dovranno volare altri stracci, ci sarà modo per farlo con maggior riservatezza e semmai proprio dinnanzi agli occhi di un allenatore che vuole capire: domenica si gioca, alle 12.30, con la Lazio, ma la scelta di starsene un po’ assieme chiaramente orientata dal momentaccio, è stata anticipata per ovvie ragioni. Sono giornate convulse, strozzate dagli spostamenti, nel pomeriggio il rientro, domani unica possibilità di allenarsi completamente, sabato mattina la rifinitura: ci sta che venerdì, prima e dopo cena, ci si scambi un po’ di opinioni e chiunque si assuma le proprie responsabilità, anche la società, chiamata da Hojlund a dar conto di sé. Non una frase banale, se si riflette. 

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SVILUPPI—  

Ognuno ragiona attraverso le dinamiche suggerite dal proprio ruolo e quando c’è il rischio concreto di ritrovarsi nel pieno di una tormenta, dagli effetti imprevedibili, qualsiasi riflessione ha un senso: il Napoli ne ha perse tante, troppe, sette su quattrodici, media inquietante mica semplicemente preoccupante, e però per ora – per ora – Allegri è la garanzia. Adl non ama esonerare, eppure gli è successo e nel primo post scudetto dovette ricorrere a Garcia, Mazzarri e Calzona, e Allegri è una sua certezza, è l’allenatore inseguito per anni e bloccato per un triennale, particolare che adesso resta (ir)rilevante. E poi, lo suggerisce banalmente questo mondo, tutto si decide dalle 12.30 di domenica, Napoli-Lazio, che può indirizzare la scelta: elementare, Watson.