La giocatrice ucraina rifiuta la foto di gruppo alle WTA Finals per la presenza di Andreeva e Sabalenka: la ferma posizione contro la guerra diventa un caso


Pellegrino Dell'Anno

Collaboratore

6 novembre – 13:39 – MILANO

Lo sport dovrebbe essere veicolo di pace e di incontro tra nazioni. Un principio olimpico fondamentale, su cui si basa buona parte del valore di determinate discipline. Ma non sempre è un compito facile da portare avanti, specie in determinate situazioni e in certi periodi storici. Come quello attuale che sta vivendo l’Ucraina, a causa della guerra con la Russia che non può non avere ripercussioni anche sullo sport. E sul tennis. A pochi giorni dalle Wta Finals, evento di fine stagione in cui si affronteranno le migliori otto del 2026, l’argomento è tornato in auge a causa di una presa di posizione netta da parte di Elina Svitolina. L’ucraina, per via della presenza della russa Mirra Andreeva e della bielorussa Aryna Sabalenka, ha rifiutato di posare per la classica foto con le migliori otto prima del torneo. Una tradizione infranta, pur di non comparire nello stesso scatto con alcune giocatrici. 

posizione—  

Sin dall’invasione russa, risalente al febbraio 2022, Svitolina non ha mai nascosto i propri sentimenti a favore del proprio Paese. Sia a parole sia a fatti: negli incontri contro giocatrici russe e bielorusse Elina non scatta nessuna foto prima di iniziare il match né stringe la mano alla fine dell’incontro. È il suo modo di prendere posizione senza nascondersi, a testa alta e giocando a tennis ad un livello da top player, come dimostra la qualificazione alle Wta Finals da settima testa di serie. All’esordio sfiderà tra l’altro la n.3 Mirra Andreeva, unica russa in gara in quel di Indian Wells, nonché una delle due giocatrici provenienti dalla Russia ad aver battuto Svitolina negli ultimi quattro anni (l’ucraina è 17-3 in queste partite). Elina, seguendo la linea che ha intrapreso dal 2022 a questa parte, come altre tenniste ucraine, ha rifiutato di posare insieme a Sabalenka e Andreeva. Un segno di rispetto e una scelta chiara, per quanto la comunicazione ufficiale Wta si tenga su posizioni meno dirette. 

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rifiuto—  

“Una delle tradizioni più attese delle Wta Finals ritorna con la presentazione individuale dei ritratti ufficiali delle giocatrici di quest’anno”, si legge nel comunicato dell’associazione che governa il tennis femminile, “adottando un approccio fresco e incentrato sulla personalità, i ritratti del 2026 celebreranno l’individualità, lo stile personale e la storia di ciascuna qualificata, offrendo ai tifosi una nuova prospettiva sulle stelle del tennis femminile. La serie completa sarà pubblicata venerdì sui canali della Wta”. Un modo come un altro per mascherare quello che è stato un rifiuto da parte di Svitolina, segnando un caso unico come l’assenza della fotografia di gruppo di rito che precede l’inizio tanto delle Wta Finals quanto delle Atp Finals. Un simbolo di unione tra le giocatrici, un’occasione per vederle con uno stile diverso, anche più rilassato, rispetto al campo. Ma l’ucraina si è sottratta a questo obbligo preferendo camminare sulla linea che ha tracciato e che non vuole abbandonare. Accompagnata tra l’altro, per le Wta Finals, dall’ex n.31 Atp e connazionale Sergiy Stakhovsky (il coach di Elina, Andrew Bettles, è in congedo per assistere alla nascita del figlio). Che, dopo aver anche servito come soldato per il suo Paese, ha ricevuto il congedo lo scorso settembre e ha accettato di aiutare Elina per l’ultimo impegno della stagione, facendole anche da sparring. Ancora una volta, Svitolina avrà una motivazione in più. Ancora una volta, ha dimostrato di non avere problemi a esporsi, anche nel modo più diretto possibile e rompendo tradizioni all’apparenza inscalfibili. Un carattere forte, che va ben oltre le eccellenti doti tennistiche.