
Nel dibattito sui vaccini torna al centro il diritto del farmaco, una normativa di origine europea recepita anche in Italia che stabilisce un principio chiaro: per ogni farmaco inoculato (cioè somministrato per via parenterale) è necessaria la prescrizione medica individuale. Un punto che, secondo l’avvocato Renate Holzeisen, è stato completamente ignorato durante la gestione della campagna vaccinale contro il Covid-19 e che continua ad essere disatteso nel caso delle vaccinazioni pediatriche.
Prescrizione vs. politica
“La legge del farmaco – spiega Holzeisen – ha valore di supremazia giuridica. Nessun decreto o piano politico può scavalcarla. Significa che il Decreto Legge 44/2021, che introdusse l’obbligo vaccinale Covid-19, era illegittimo, così come la legge Lorenzin”.
Non solo: la normativa prevede che la prescrizione debba essere redatta da un medico ‘in scienza e coscienza’, valutando il singolo paziente e non una popolazione anonima. Un principio ribadito anche dalla Cassazione e dal codice deontologico dei medici.
Il caso delle vaccinazioni pediatriche
La questione oggi è più che mai attuale. In questi giorni, diversi bambini non vaccinati secondo il Piano nazionale vaccinale vengono esclusi dalle scuole dell’infanzia. Ma, come sottolinea Holzeisen, quel piano “è deliberato da organi politici e non costituisce prescrizione medica. È un atto generale che non può sostituirsi alla valutazione individuale di un medico sul singolo bambino”.
Eppure, i genitori che hanno chiesto ufficialmente alle ASL la prescrizione si sono sentiti rispondere che ‘non è prevista’. Una risposta che, secondo l’avvocato, dimostra la “violazione sistematica di una norma basilare che tutelerebbe la salute dei cittadini”.
La revisione della legge
C’è di più: il Ministero della Salute sta valutando una revisione del diritto del farmaco, coinvolgendo i cosiddetti stakeholder. Ma chi sono questi portatori di interesse? Le case farmaceutiche, i lobbisti. Non i cittadini. “Se il Ministero modifica la norma per adattarla alle esigenze del mercato, la salute pubblica rischia di essere subordinata ai dividendi degli azionisti”.
Serve trasparenza
In Svizzera non c’è obbligo vaccinale e non ho visto catastrofi. In Francia è stato introdotto solo di recente. Non possiamo affrontare un tema così delicato con ideologia o interessi economici. Bisogna tenere acceso il faro della trasparenza.