Creme, sieri, detergenti ma anche make up: possiamo considerare sicuri i cosmetici che utilizziamo?

Dal 1° settembre, in Europa, è stato vietato l’utilizzo di prodotti cosmetici contenenti Tpo (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e Dmta (Dimethyltolylamine), due composti chimici comunemente impiegati nei gel per unghie e negli smalti semipermanenti. L’Unione Europea ha infatti classificato la pericolosità di questi prodotti come “Repr. Cat 1B”, ovvero potenzialmente tossici per la riproduzione umana, motivo per cui ne ha impedito distribuzione, vendita e utilizzo.
Sicurezza cosmetici: la legge europea
La notizia che queste due sostanze siano state oggi vietate non deve però allarmare o far nascere il sospetto che molti dei cosmetici che utilizziamo siano potenzialmente tossici, anzi. «È bene ricordare che la legge europea che regola la messa in commercio dei cosmetici è la più severa al mondo – spiega infatti il Professor Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis. – Questo significa che qualsiasi cosmetico, per essere messo in commercio, anche nel nostro Paese, deve rispettare dei criteri molto rigidi il cui controllo è affidato a un organismo scientifico composto da dermatologi, tossicologi e specialisti cosmetologi che ogni giorno tengono monitorata la sicurezza delle sostanze impiegate all’interno dei prodotti».
Gli elenchi delle sostanze
A regolamentare i prodotti cosmetici è una specifica legislazione europea (Regolamento (CE) n. 1223/2009) che, entrata in vigore in Italia nel Luglio del 2013, ha tra i suoi scopi principali proprio quello di garantire la tutela della salute e l’informazione dei consumatori. Nel Regolamento sono indicate le norme che riguardano la composizione dei prodotti cosmetici, con l’inserimento di elenchi di sostanze coloranti, conservanti e filtri solari non permessi o che, se ammessi, non possono superare una certa quantità. Elenchi che sono continuamente aggiornati dal Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore – SCCS che rivede le valutazioni di sicurezza e valuta se una sostanza nuova possa essere utilizzata come ingrediente di un prodotto cosmetico senza causare danni alla salute. Tra le sostanze non ammesse come ingredienti di prodotti cosmetici, sono incluse quelle che abbiano dimostrato di avere effetti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione, come avvenuto nel caso di Tpo e Dmta presenti negli smalti. «Il fatto che esiste questo sistema di controllo deve quindi tranquillizzare i consumatori e togliere qualsiasi dubbio sulla possibile tossicità dei cosmetici che acquistiamo – prosegue il Professor Di Pietro. – Dopodiché è importante chiarire che la sicurezza di un prodotto è legata anche alla soglia di tollerabilità individuale a una determinata sostanza e all’utilizzo, corretto o meno, che se ne fa. E su questo fronte manca spesso un’adeguata educazione».
Sicurezza cosmetici e tollerabilità individuale
«Qualsiasi sostanza può non essere tollerata dalla pelle e causare effetti indesiderati in alcuni soggetti predisposti – prosegue lo specialista – e spesso il rischio non è noto fino a che non si viene in contatto con quella determinata sostanza. Il fatto che un cosmetico provochi una reazione avversa in un individuo, intollerante a determinate sostanze, non deve però indurre a pensare che si tratti di un prodotto nocivo in assoluto».
In caso di allergie note come quella al nichel o a eventuali profumazioni, invece, per ridurre i rischi basta leggere l’etichetta sulla quale, per legge, la presenza di queste sostanze deve essere sempre indicata proprio per consentire alle persone che soffrono di allergie a tali ingredienti di scegliere consapevolmente prodotti che ne siano privi. E se poi, a seguito dell’impiego di cosmetici, dovessero verificarsi effetti indesiderati, è buona norma che il singolo cittadino, o gli utilizzatori professionali, come estetisti o parrucchieri, li comunichino direttamente al Ministero della Salute. Come riporta anche l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, queste segnalazioni possono essere di grande aiuto per un miglior controllo e una valutazione dei prodotti cosmetici in commercio.
L’utilizzo corretto fa la differenza
Al di là delle possibili intolleranze individuali a una determinata sostanza, a garantire la sicurezza di un cosmetico è anche e soprattutto la corretta modalità di utilizzo. Per legge infatti l’etichetta deve contenere necessariamente le precauzioni di impiego a cui è fondamentale sempre prestare attenzione.
«Come applicare correttamente il cosmetico, ovvero in quali zone può essere utilizzato, in che quantità e con quale frequenza, sono tutte informazioni che spesso vengono sottovalutate ma che sono invece molto importanti per limitare il rischio di reazioni sulla pelle – spiega il Professor Di Pietro. – Ci sono ad esempio dei prodotti cosmetici che contengono l’acido salicilico, una sostanza esfoliante che consente di eliminare le cellule morte attraverso un effetto cheratolitico, in grado cioè di sciogliere la cheratina. Si tratta di creme sicure ma che vanno utilizzate rispettando attentamente le modalità di impiego: evitando, per esempio, di applicarle in zone sensibili come il contorno occhi, e soprattutto attenendosi alla giusta frequenza di utilizzo per non andare incontro a effetti indesiderati. Applicare una crema più volte di quanto sia necessario nell’illusione di ottenere maggiori benefici è un errore che può danneggiare la pelle».
Evitare gli eccessi
E non solo. «Anche nell’industria cosmetica, negli ultimi anni, si registra una tendenza a seguire le mode del momento – sottolinea lo specialista. – Questo fa sì che alcune sostanze in particolare diventino di moda e vengano impiegate in moltissimi prodotti. Il rischio per il consumatore? Quello di incappare in eccessi che non fanno bene alla pelle. Tornando all’esempio dell’acido salicilico, se io nell’arco della stessa giornata, applico sul viso una crema idratante che contiene questa sostanza, poi faccio un peeling a base dello stesso ingrediente e magari anche una maschera, rischio di indebolire la pelle e rovinarla. Gli eccessi sono sempre da evitare: molti ingredienti infatti se usati senza moderazione, possono distruggere la barriera cutanea e causare reazioni come rossori, bruciore o altro».
Sicurezza cosmetici: attenzione alla scadenza
Anche dare un occhio alla scadenza è buona norma per utilizzare i cosmetici in modo sicuro. In alcuni prodotti è indicato il periodo di tempo in cui una volta aperta la confezione, possono essere utilizzati senza effetti nocivi. Indicata con la dicitura PAO (dall’inglese Period After Opening, vale a dire periodo dopo l’apertura) o con il disegno di un contenitore aperto, questa informazione è particolarmente importante per la salute: basti pensare al fatto che le creme solari ad azione protettiva hanno generalmente un PAO di 12 mesi. Quindi, utilizzare la crema residua della stagione estiva precedente non garantisce l’attività di protezione dai raggi solari; analogamente, utilizzare una crema per il viso per un periodo superiore al PAO, dopo che il contenitore sia stato aperto, può provocare effetti indesiderati sulla pelle a causa del deteriorarsi di alcuni suoi ingredienti.
L’importanza di rispettare la propria pelle
Quando si sceglie un cosmetico, anche conoscere e rispettare il proprio tipo di pelle è fondamentale per evitare rischi. «Basarsi solo sulla moda del momento senza considerare le proprie esigenze cutanee può essere un errore – prosegue il Prof. Di Pietro – serve educazione anche su questo fronte: ogni tipo di pelle ha bisogno di ingredienti specifici e anche scegliere il prodotto sbagliato può causare irritazioni o effetti avversi».
E se una prova è sempre consigliabile, meglio evitare di testare troppi cosmetici contemporaneamente: questo perché il mix può non essere tollerato dalla pelle, specie quando sensibile, e poi perché, in caso di irritazione, può essere difficile risalire al prodotto responsabile.
Sicurezza cosmetici: attenzione ai falsi miti
Infine, quando si parla di utilizzo consapevole dei cosmetici, è bene sfatare alcuni falsi miti. Il più classico? Ritenere che un prodotto più costoso sia necessariamente più sicuro.
«Come abbiamo detto, tutti i prodotti in commercio sono sicuri, indipendentemente dal loro costo – spiega lo specialista. – Il prezzo può variare sensibilmente per diversi fattori: per esempio, le materie prime utilizzate, alcune delle quali possono essere più costose di altre e la quantità presente nel prodotto di tali materie prime. Il resto, poi, è questione di marketing. Ad ogni modo, è bene ricordare che quando compriamo un cosmetico non paghiamo la sua sicurezza, poiché quella è sempre garantita per legge». Un altro falso mito piuttosto diffuso? «Quello secondo cui i cosmetici venduti in farmacia sono più sicuri di quelli che si acquistano al supermercato – spiega ancora il Professor Di Pietro. – A decidere il canale di vendita sono infatti le aziende stesse che producono i prodotti. Comprare un cosmetico in farmacia non è insomma garanzia di maggiore sicurezza».