Il Lussemburgo riconoscerà lo stato di Palestina: lo hanno detto ieri durante una seduta parlamentare il primo ministro Luc Frieden e il ministro degli Esteri Xavier Bettel. L’annuncio formale avverrà nei prossimi giorni a New York, durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che è cominciata il 9 settembre e terminerà il 30. Anche la Francia, il Belgio, il Canada e l’Australia hanno detto che riconosceranno lo stato di Palestina in quell’occasione. Il Regno Unito dovrebbe fare lo stesso.
La Palestina è riconosciuta internazionalmente da circa tre quarti dei 193 stati membri delle Nazioni Unite: quasi tutti i paesi dell’Asia, dell’Africa, dell’Europa dell’Est e dell’America Centrale e del Sud, ma da pochissimi paesi occidentali. Diversi di questi che oggi la riconoscono, come la Spagna, lo hanno deciso solo negli ultimi due anni. L’Italia non riconosce lo stato palestinese, ma ha comunque un ufficio consolare a Gerusalemme che cura le relazioni fra il governo italiano e le autorità palestinesi.
Quando uno stato ne riconosce un altro significa che ne accetta l’esistenza, e lo dimostra di solito inviando una rappresentanza diplomatica. Significa anche che riconosce formalmente la sovranità di quel territorio e il diritto all’autodeterminazione del popolo che lo abita.
La situazione della Palestina è molto particolare e diversa da quella di qualsiasi altro stato. I suoi territori sono divisi e comprendono la Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza. La prima è in gran parte amministrata e occupata militarmente da Israele in violazione delle leggi internazionali, e per il resto è governata dall’Autorità nazionale palestinese (ANP), un organismo internazionalmente riconosciuto ma con poteri limitati e molto impopolare fra la popolazione palestinese. Gerusalemme Est dovrebbe far parte della Cisgiordania ma è stata annessa da Israele. La Striscia di Gaza era governata da Hamas, un’organizzazione radicale con pessimi rapporti con l’ANP e attualmente in guerra con Israele. Oggi, dopo quasi due anni di invasione, è in gran parte distrutta.
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