Padre Gabriel Romanelli con alcuni bambini nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza

Padre Gabriel Romanelli con alcuni bambini nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza – Facebook

«Preoccupazione» per quanto sta accadendo a Gaza, «vicinanza» alla popolazione e «preghiera» per la comunità cattolica nella Striscia. È ciò che Leone XIV ha assicurato alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza nella conversazione avuta con il parroco, padre Gabriel Romanelli. Come riferisce la Sala Stampa vaticana, il Papa si è sentito al telefono questa mattina con il sacerdote del Verbo Incarnato da Villa Barberini, la resistenza di Castel Gandolfo dove Leone XIV si trova da ieri sera e dove ha trascorso anche le settimane estive di riposo. Padre Romanelli ha aggiornato il Pontefice sulla «situazione» sempre più difficile nella Striscia. Poi ha raccontato che la parrocchia «continua ad assistere» la gente, a cominciare da anziani e malati. E ha detto che prosegue «la distribuzione di cibo e di beni di prima necessità» sia per chi vive nell’area, sia per i «450 rifugiati» che gravitano intorno alla chiesa.

Chiesa che prosegue nelle sue attività, nonostante i raid e gli ordini di evacuazione dell’esercito israeliano. Il sacerdote, continua la Sala Stampa vaticana, ha riferito al Papa che le operazioni militari interessano i quartieri di Gaza City nei dintorni della parrocchia ma non direttamente quello della chiesa della Sacra Famiglia, anche se si sentono i colpi di artiglieria. Nella parrocchia, ha ribadito il parroco nella conversazione con il Pontefice, non si ferma neppure l’«attività dell’oratorio per i bambini e i ragazzi», così come rimane in funzione «la farmacia interna» alla Sacra Famiglia che è un punto di riferimento fondamentale in una terra dove l’emergenza umanitaria ha rivolto drammatici anche nell’assistenza sanitaria. Di fatto, come era già stato annunciato nei giorni scorsi, la comunità cattolica non intende lasciare la chiesa e la città di Gaza. Ed è ciò che traspare dalle parole di padre Romanelli.