Da sempre l’architettura è un campo di sperimentazione fertile per affrontare e risolvere concretamente le problematiche di un’epoca, talvolta codificando, a partire da bisogni contestuali, strumenti concettuali, tecnici e procedurali che hanno radicalmente influenzato il corso della storia del costruire.
A partire dalla genesi del Moderno fino ad anni più recenti, Domus ha selezionato dieci “deflagranti” invenzioni nell’approccio ideativo, nei processi e nei prodotti, che anticipano di molto i temi progettuali oggi ampiamente diffusi e celebrati da etichette d’effetto (dall’architettura parametrica, a quella bioclimatica, tra le tante).
Da un lato, l’innovazione nei principi compositivi: dalle formulazioni che scardinano la concezione statica di spazio bi-dimensionale (Loos), che riformulano l’alfabeto dell’edificio moderno e lo ricompongono attraverso un aggiornato codice “antropocentrico” (Le Corbusier) o a partire da complessi sistemi matematici (Moretti); a quelle che sdoganano la costruzione modulare prodotta in serie (Ciam, Le Corbusier) fino a trasformarla in celeberrime espressioni autoriali sull’abitare individuale (Case Study Houses program) e sull’architettura emergenziale (Ban).
Dall’altro, l’innovazione nelle strategie operative che, tra tecniche nuove (Dieste), processi di efficientamento di cantiere (Nervi), impiego di materiali inaspettati (Ban, Blanc), prefigurano la genesi di una stagione della sostenibilità ante litteram.