I risultati ottenuti a Monza e Baku possono essere stati favoriti dalle particolari condizioni tecniche dei due tracciati, motivo per cui Singapore, per Red Bull e Max Verstappen, ha un’importanza enorme nel giudicare i progressi della RB21 e, in fondo, anche le ambizioni residue di vincere un titolo Piloti che possono perdere solo Piastri e Norris.

In uno strano coincidere di eventi e date, l’arrivo di Mekies al posto di Horner ha portato una Red Bull di nuovo competitiva e con l’uscita dell’ex team principal e a.d., all’indomani del GP a Silverstone, Max ha confermato il proprio impegno con la squadra nel 2026.

Sarà una stagione determinante per decidere dove continuare a scrivere una carriera vincente. Se ancora in Red Bull o altrove. Mercedes, Aston Martin, chissà Ferrari, chissà McLaren. Tutti provano a portare acqua al proprio mulino e Raymond Vermeulen, manager di Verstappen, lo ricorda in un’intervista al De Telegraaf.

Wolff parla anche con Leclerc

Tutti chiamano tutti e non è stata una situazione entusiasmante. Pensate che Toto non chiami Leclerc? È il puzzle che ognuno prova a comporre per sé, ognuno vuole il meglio ed è logico.

Max è il pilota più veloce, ogni squadra investe milioni per estrarre decimi di prestazione dalla macchina e se hai un pilota che può portare il decimo, ecco che ti piacerebbe averlo. Max, però, in Red Bull ha anche molte libertà, alla squadra abbiamo sempre presentato i desideri di Max e lo hanno visto splendere quando parla, ad esempio, delle gare in GT3. Che c’è di meglio che avere un pilota felice in squadra?”.

Chiunque vorrà Verstappen – e chiunque potrà permetterselo in chiave strettamente tecnica, di garanzie di una monoposto vincente importanti quanto l’aspetto economico (se non di più) – dovrà fare i conti con queste libertà extra-Formula 1.

Un azzardo lasciare Red Bull a fine anno

Le previsioni sull’ordine dei valori nel 2026 dicono Mercedes e Ferrari nelle migliori condizioni sul fronte power unit, mentre è una valutazione diffusa che Red Bull sconterà grandi difficoltà dall’impegno in prima persona nella realizzazione della power unit.

Vermeulen difende la decisione di Max di confermare l’impegno con Red  Bull, in un contesto carico di incertezze sul 2026: “Il prossimo anno può cambiare tutto, sarà meglio guardare come si evolverà la griglia e dove si troverà ogni team. Su questa base puoi guardare oltre.

(…) Non è una novità, in passato ci sono stati momenti nei quali abbiamo pensato: e ora cosa accadrà? Max, Jos e io monitoriamo gli sviluppi in continuazione, Max ha la parola finale. Sarebbe una storia fantastica se guidasse per tutta la carriera in F1 per Red Bull. Potrà accadere solo se avrà a disposizione il materiale per vincere“. Viceversa, il potenziale tecnico sarà il primo fattore per intavolare discussioni su un cambio di scuderia dal 2027.

“(…) Se avessimo firmato adesso un contratto per correre il prossimo anno con qualcun altro sarebbe stata una scommessa enorme. Non c’è nessuna garanzia, tutti avanzano previsioni ma sono opinioni. Il prossimo anno sarà una stagione non solo decisa dal motore ma anche dal telaio. Il 2026 sarà un anno molto importante, che deciderà dove sarà il suo futuro in Formula 1”.