E’ scomparso Enzo Osella, 86 anni, nato a Cambiano il 26 agosto 1939, qui aveva iniziato come meccanico nell’officina di suo padre Luigi e l’aveva fatta diventare una grande scuderia corse.

Il salto nelle competizioni iniziò nel 1971, quando aveva rilevato il reparto corse della Abarth, da poco assorbita dalla Fiat, e fondato la Osella Corse.

Dopo le prime esperienze in Formula Ford e Formula 2, nel 1980 arrivò il debutto in Formula 1 con Eddie Cheever al volante. Per undici stagioni, fino al 1990, il nome Osella restò tra le grandi con budget risicatissimi, dalla piccola factory di Volpiano naecquero monoposto capaci di sorprendere. Il quarto posto di Jean-Pierre Jarier a Imola nel 1982, e i quinti di Piercarlo Ghinzani a Dallas e di Jo Gartner a Monza nel 1984 sono rimaste pagine di orgoglio.

Non mancarono le tragedie, come la morte di Riccardo Paletti al via del Canada 1982. Ma dentro la Osella Corse passarono tanti piloti italiani, da Giorgio Francia a Corrado Fabi, da Gabriele Tarquini a Nicola Larini, offrendo a una generazione intera la possibilità di misurarsi con la Formula 1. Alla fine della stagione 1990, la pressione economica rese impossibile proseguire in Formula 1. Non mancarono le vittorie nelle vetture Sport. Memorabile il trionfo all’Europeo Sport del 1972 con Arturo Merzario e la vittoria alla “1000 km del Mugello” del 1981, valida per il Mondiale Marche, con Giorgio Francia e Lella Lombardi al volante di una PA8-BMW. Le sue auto dominarono anche nelle cronoscalate, con Mauro Nesti e con Simone Faggioli.